Sassari-Olbia, la strada infinita: è fermo il 50 per cento dei cantieri

Quasi la metà dei lotti sono sotto il 10 per cento dell’avanzamento dei lavori, e due non sono partiti. Interrogazioni alla Camera e al Senato perché il governo intervenga con l’Anas per un cambio di passo

SASSARI. Le lancette scorrono a un’altra velocità sulla Sassari-Olbia. Il simbolo dei cantieri infiniti nell’isola non perde il suo placido passo. Tra galline prataiole, mostri burocratici, e infiltrazioni mafiose gli 80 chilometri di quattro corsie restano un’eterna promessa.

Somma zero. Quasi la metà dei lotti è ferma. Agonizza a un imbarazzante 0 per cento lo stato di avanzamento dei lotti 2 e 4. Bloccati dalla burocrazia. Quasi immobili il lotto 5, fermo al 2,65 per cento, e il 6 inchiodato all’8,66 per cento. Ma la prospettiva è che rimarranno inchiodati a lungo su queste percentuali. Entrambi erano nelle mani della Tecnis, la società commissariata per infiltrazioni mafiose. Sui due lotti ora regna il caos. Non si capisce se l’Anas farà subentrare la seconda classificata nella gara di appalto, o se dovrà ripartire da zero per trovare una nuova società. Ma se si scorrono le percentuali di avanzamento anche il lotto 3 è in affanno, completato appena il 13,72 per cento. In altre parole c’è un tratto di strada che va da Ploaghe a Monti, in cui i lavori sono quasi inesistenti. In pratica 50 chilometri, su un totale di 80, in cui i cantieri arrancano o non esistono.

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Contro il muro di gomma. Di sicuro non lo dirà mai, ma l’assessore regionale ai Lavori Pubblici Paolo Maninchedda porta avanti una lotta quasi quotidiana per dare una scossa ai lavori. Subito dopo la notizia dello stop ai due lotti perché la Tecnis è accusata di infiltrazioni mafiose Maninchedda ha chiesto un incontro con l’Anas per trovare una immediata soluzione ed evitare il blocco dei cantieri. E da tempo la Regione ha aperto un tavolo di controllo che fa il punto settimanale sull’avanzamento dei lavori.

Fine variabile. Ma al di là degli sforzi della Regione la data della fine dei lavori si sposta sempre più in là. Di anno in anno. Nel 2014 il taglio del nastro era fissato per il 2016, l’anno successivo per il 2017, e proprio in questi mesi anche l’Anas sembra avere optato per un certo pessimismo. Nella maggior parte dei lotti la fine dei lavori non è più indicata. E ora anche il 2018 sembra roba da ottimisti.

La protesta. Dopo l’ultimo stop anche i parlamentari chiedono un intervento del governo.

«I lavori nella Sassari-Olbia subiscono ancora grossi ritardi in molti dei lotti già appaltati, ma bloccati – dice il senatore Pd Silvio Lai – . Sia a causa di problemi e ricorsi nelle aggiudicazioni, sia per difficoltà delle imprese che devono eseguire gli interventi. A questo punto anche il governo, come già fa la Regione, dovrebbe sollecitare l’Anas nel trovare le soluzioni migliori per accelerare la conclusione dei lavori».

Anche il deputato dei 5 Stelle Andrea Vallascas chiede un segnale forte da Roma. «Il governo intervenga subito per evitare un ulteriore e assurdo rallentamento nella realizzazione di un’opera di grande rilevanza per il nord Sardegna».

Vallascas ha presentato una interrogazione alla Camera sulle ripercussioni che potrebbero avere sui lavori per la Sassari-Olbia i provvedimenti dei magistrati nei confronti della Tecnis. «I lavori per la realizzazione dell’opera – conclude – hanno subito negli anni troppi ritardi, oltre a un preoccupante aumento dei costi».

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