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Dalle Province alle Unioni, fra 3 mesi cambia tutto

La Regione ha avviato il percorso di trasferimento di funzioni e personale L’assessore Cristiano Erriu: «Saranno garantiti sia i cittadini che i lavoratori»

SASSARI. Il loro calvario è iniziato il 6 maggio 2012, quando la Sardegna votò sì al referendum per abolire le province. Ad andare alle urne, in realtà, fu poco più di un terzo dei sardi, ma il sì si impose con percentuali bulgare e le province furono spazzate via. E con esse anche le certezze dei quasi duemila dipendenti. A mettere ordine ci ha pensato la nuova legge sugli enti locali, che un mese fa ha delineato il futuro di quei lavoratori che nel frattempo, tra pensionamenti, prepensionamenti e mobilità, sono scesi a 1.400 unità. Un futuro che, però, ancora deve fare i conti con termini e scadenze fissate dalla riforma. E soprattutto con l’incertezza della destinazione. Entro 3 mesi la Regione dovrà ridisegnare la pianta organica alla luce della nuova legge.

Competenze. Le funzioni delle province passeranno quasi tutte alle Unioni di comuni, il nuovo ente su cui si fonda la riforma Erriu. Dall’agricoltura al commercio, dai beni e attività culturali allo sport, dalla cultura e lingua sarda all’istruzione. Personale. Entro tre mesi dalla approvazione della legge la giunta dovrà stabilire il momento preciso in cui le competenze dovranno passare alle Unioni dei comuni. Con la stessa delibera dovrà anche essere avviato il percorso di trasferimento del personale, che seguirà il settore di appartenenza. Fino ad allora i dipendenti delle Province continueranno a svolgere il loro lavoro.

Mobilità volontaria. In queste settimane la Regione è in continuo contatto con i sindacati e l’Anci per stabilire le modalità di passaggio. Inizialmente sarà favorita la mobilità volontaria, poi verranno indetti i bandi dalle nuove Unioni.

Funzioni alla Regione. Delle vecchie funzioni delle Province non tutte passeranno ai nuovi enti. Il lavoro, infatti, diventerà di competenza regionale e i 265 dipendenti dei Csl, centri servizi per il lavoro, andranno a fare parte dell’Agenzia regionale prevista dal ddl 216, che dovrà anche dettare i tempi del trasloco del personale.

Turismo e musei. Passeranno sotto la Regione anche i 38 dipendenti degli enti provinciali per il turismo (le ex agenzie di soggiorno) e i lavoratori del Man e della biblioteca Satta di Nuoro, che il Comune avrebbe voluto gestire da se.

Le province storiche. Fino a ottobre, comunque, resteranno sicuramente in vita la 4 province storiche, che potranno essere cancellate solo dal referendum sulla riforma costituzionale, previsto per l’autunno. E fino ad allora ambiente (233), viabilità (236) e scuola continueranno a essere di competenza degli enti storici. In totale, dunque, dovrebbero essere ricollocati nelle Unioni tra 1.160 e 1.200 dipendenti.

L’assessore.

«Abbiamo avviato il percorso insieme ai sindacati - spiega l’assessore Cristiano Erriu –. Il nostro obiettivo è garantire tutti. Innanzitutto i cittadini, che hanno bisogno di servizi efficienti, ma anche il personale che necessita di avere certezza e trasparenza sui processi di mobilità».

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