Tassi bancari da usura: al via il processo

Imputati tre ex-dirigenti dell’istituto di credito per un mutuo da 3,3 miliardi di lire a un imprenditore

CAGLIARI. Nel duemila un contratto di mutuo fondiario da tre miliardi e 300 milioni di lire, sette anni dopo un patto rinegoziato ma con l'imposizione di interessi fuorilegge: con una raffica di questioni preliminari si è aperto il processo per tre dirigenti del Banco di Sardegna imputati di concorso in usura. Sono l'ex rappresentante legale dell'istituto di credito Antonio Maria Sassu (75 anni) di Sassari e gli ex direttori della filiale di Iglesias Pietro Atzori (65) di Isili e Giampaolo Antonello Usai (67) di Assemini, difesi da Pasquale Ramazzotti, Nicola Satta, Massimiliano Ravenna e Piero Arru.

La vicenda al centro del dibattimento è questa: acceso un mutuo fondiario per le due società Coires e Sal di Iglesias, l'imprenditore Ignazio Lai si trovò in difficoltà finanziarie e fu costretto a saltare alcuni ratei.

La banca non perse tempo: subito un precetto per recuperare le somme dovute, col rischio che l'azienda andasse a rotoli. Pericolo scampato, ma quando vennero fatti i conti dell'operazione di credito saltò fuori che su 646 mila euro di interessi, 144 mila eccedevano il tetto stabilito dalla legge anti usura. Quel tasso peraltro - stando alle accuse - era stato applicato sia nella prima fase del rapporto contrattuale fra la banca e l'imprenditore, sia nel secondo.

Da qui la denuncia alla polizia giudiziaria e l'apertura del procedimento, che ieri - a conclusione di un'indagine lunghissima e complessa - è approdato al dibattimento pubblico.

Davanti al tribunale presieduto da Claudio Gatti i difensori hanno proposto una serie di eccezioni. L'avvocato Luigi Concas, che tutela la banca chiamata in causa come responsabile civile, ha chiesto al pm Giangiacomo Pilia di precisare a quale contratto di mutuo si riferisce l'imputazione. Il magistrato dell'accusa ha risposto e prodotto alcuni documenti, che consentono a suo giudizio di spostare la presunta condotta illecita fino al 2007, allontanando il pericolo immediato di prescrizione, che incombeva sul procedimento.

L'avvocato Pierandrea Setzu, che tutela la persona offesa, ha chiesto che nell'esame del consulente di parte non venga tenuto conto delle sue valutazioni di tipo giuridico, che in base a numerose decisioni della Corte di Cassazione sono appannaggio esclusivo del tribunale.

Su questo punto il presidente Gatti gli ha dato ragione e nell'ammettere la testimonianza del consulente ne ha stabilito anche i limiti. Tutte le altre eccezioni presentate dai legali sono state respinte.

Nel giudizio davanti alla prima sezione del tribunale si sono costituiti parte civile la Coires srl con l'avvocato Giovanni Francesco Uggias, il titolare dell'azienda Ignazio Lai con l'avvocato Pierandrea

Setzu e la compagna di Lai, Susanna Mastino, tutelata dall'avvocato Rita Tolu.

Esaurite nel corso dell'udienza di ieri mattina le questioni preliminari, il 18 maggio sarà sentita la testimonianza del perito della Procura Giuseppe Aste e l'imprenditore vittima, per l'accusa, dell'usura.

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