Frane e alluvioni, 120mila sardi nelle zone a rischio

L’Ispra: in pericolo il 7,3 per cento del territorio isolano Allarme crolli più forte in Baronia e in Ogliastra

SASSARI. La bussola del pericolo indica anche la Sardegna. Rispetto ad altre regioni l’isola se la passa sicuramente meglio, ma vanta comunque troppe zone dove il rischio di finire sotto una frana o nel bel mezzo di una esondazione è decisamente alto. Lo dice la storia recente e lo conferma anche l'Ispra. L’Istituto per la protezione e la ricerca ambientale ha infatti terminato l’inventario dei pericoli legati al dissesto idrogeologico. In Sardegna le potenziali aree a rischio frane e alluvioni ricoprono oggi una superficie totale pari al 7,3 per cento. E sono oltre circa 120mila i cittadini che vivono in zone considerate pericolose, quasi tutte concentrate in quei territori già colpiti da tragici eventi calamitosi: Gallura, Nuorese, Ogliastra, Oristanese e Cagliaritano.

Zone a rischio. Secondo il rapporto dell’Ispra il 2,9 per cento del territorio è interessato da una pericolosità idraulica media. Poca roba, rispetto a regioni come Emilia Romagna, Toscana e Lombardia. Ma in alcune aree dell'isola, a partire dalla città di Olbia, il rischio è elevato e tocca picchi decisamente inquietanti. L’inventario Ispra dice anche che il 4,4 per cento della superficie isolana è a rischio frana: le probabilità di crolli sono maggiori nella fascia compresa tra la Baronia e l’Ogliastra, passando anche per Capoterra.

Cittadini in pericolo. Sono 96.498 i sardi che vivono e lavorano in aree alluvionabili. Praticamente il 6 per cento della popolazione totale. Circa 20mila abitano nel solo territorio di Olbia. Sono invece meno i cittadini che risiedono in zone a rischio frane: 24.821, cioè l’1,5 per cento. In questo caso la maggiore densità si registra nel Sassarese. Ma la mappa disegnata dall’Ispra rivela anche un altro dato importante: la maggior parte dei Comuni sardi, esattamente l'87 per cento, abbraccia aree dove non sono da escludere i pericoli di frane e alluvioni.

Beni e aziende. A rischiare sono soprattutto i cittadini. Ma le eventuali calamità possono riservare dure mazzate anche alle attività produttive. Al momento sono 7.800 le aziende che sorgono in zone alluvionabili. E una bella fetta si trova nel comune di Olbia. 1.534, invece, le aziende che si trovano in aree soggette a frane, molte delle quali nel triangolo Alghero, Sassari e Porto Torres. Ma in una situazione di rischio si trovano anche borghi, siti archeologici, monumenti e altri tasselli del patrimonio storico-culturali isolano. In tutto sono 277 quelli sistemati in quei territori dove il rischio alluvione è medio. Sono invece 169 i beni innalzati dove è alto il pericolo di frane.

L’erosione. Il rapporto dell’Ispra si concentra anche sul fenomeno dell'erosione delle coste. In Sardegna i chilometri di costa sono 2.160. E sono 2.086 quelli naturali e quindi non compromessi dalla mano dell’uomo. Per quanto riguarda l’erosione, i chilometri interessati sono 80 in tutto. Comunque leggermente inferiori rispetto a quelli in stato di avanzamento (87).

Uomo e ambiente. Le condizioni di rischio, tanto in Sardegna quanto nel resto dell’Italia, sono strettamente legate alle caratteristiche

del territorio e al forte incremento delle aree urbanizzate e industriali. Ma a giocare un ruolo importante (e negativo) è l’assenza di corrette pianificazioni territoriali. E l’Ispra ci tiene a ricordarlo: nel solo Meridione le percentuali di abusivismo hanno raggiunto il 60 per cento.

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Come trasformare un libro in un bestseller