L’acqua non potabile a caro prezzo: è battaglia

L’Ad Ramazzotti: «Situazione inevitabile, a decidere i costi non siamo noi»

SASSARI. L’acqua che sgorga dal rubinetto ha spesso il sapore della beffa. Certe volte non è buona neanche per cucinare la pasta. I colori poco rassicuranti e i valori fuori norma obbligano i sindaci a firmare ordinanze di divieto che possono rimanere in vigore giorni, settimane, mesi. Ma il problema è che il costo della bolletta resta invariato. Nessun rimborso o riduzione per i periodi di non potabilità: i cittadini pagano l’acqua come se fosse pura e cristallina. Le richieste di un abbattimento delle tariffe sono quasi all’ordine del giorno. E a finire nel mirino delle polemiche è quasi sempre Abbanoa. Ma l’amministratore unico del gestore idrico, Alessandro Ramazzotti, spiega che il discorso non è poi così semplice. «Le tariffe non sono legate alla qualità dell’acqua. Funziona così in tutta Italia – dice –. Comunque sono contrario per principio, perché la non potabilità non dipende da Abbanoa ma delle carenze strutturali».

Impianti vecchi. Alessandro Ramazzotti spiega il motivo del problema. «Spesso si fa della demagogia, ma non ci si deve dimenticare di cosa era prima la Sardegna. I problemi non sono mica arrivati con Abbanoa – commenta l’amministratore unico –. Abbiamo trovato un sistema sgangherato e impianti sottodimensionati e vetusti. E di conseguenza in alcune zone dell’isola, magari in occasione delle piogge, si presenta il fenomeno della torbidità». Ramazzotti fa poi un esempio: «Prendiamo la costa di Siniscola: lì c’è un impianto di potabilizzazione che produce 10 litri al secondo. Durante la stagione turistica la richiesta è di 50 litri. Ed è normale che si verifichino certi disagi».

Bolletta intoccabile. L’amministratore di Abbanoa ci tiene a smontare il mito del rimborso della bollette. «Le tariffe non sono legate alla qualità. Inoltre l’attività di potabilizzazione è soltanto una parte del costo totale del servizio, che comprende pure depurazione, distribuzione e scarichi fognari – spiega Ramazzotti –. Sono risorse a cui non possiamo rinunciare perché servono proprio per portare avanti gli investimenti negli impianti». Inoltre secondo Ramazzotti un eventuale ritocco delle tariffe non garantirebbe chissà quali vantaggi. «La bolletta non si ridurrebbe mica del 50 per cento – continua –. E non solo perché il costo dell’acqua è soltanto una quota della bolletta. Ma anche perché tale quota andrebbe ulteriormente frazionata, visto che l’acqua, quando non è potabile, è comunque utilizzabile per tutto il resto, come per la lavatrice o per usi igienici. Stiamo parlando di decimali. Se i disagi dipendessero da noi, comunque, capirei il discorso di chi pretende il rimborso. Ma se ciò dipende da carenze strutturali, che ci possiamo fare?». Da poco, però, l'Egas, che è l’ente che decide le tariffe dell’acqua applicate da Abbanoa, oltre ad aver previsto un aumento del 3,5 per cento ha anche proposto un equo indennizzo all’utenza in caso di fornitura di acqua non potabile. Una proposta che sarà sottoposta al giudizio dell’Aeegsi. Ramazzotti, però, non appare molto convinto: «Aspetto di vedere questo documento. Ma se ciò danneggia l’azienda non sono disposto a sposarlo».

Fenomeno contenuto. Ramazzotti ormai non fa più caso alle critiche che piovono addosso ad Abbanoa. Però sta cercando di portare avanti una piccola battaglia. «Voglio far capire che prima non si stava meglio. E che Abbanoa sta dando il massimo per migliorare una situazione di certo non creata da lei – prosegue l’amministratore unico –. Poi capisco tutto, ma i disagi legati alla non potabilità dell’acqua non riguardano tutti i Comuni sardi ma solo una minima parte. Certo, sono interessate grosse città come per esempio Sassari. Però in quasi tutta l’isola distribuiamo acqua potabile». Poi una passaggio sugli investimenti

messi in campo da Abbanoa. «Noi facciamo di tutto per migliorare gli impianti e per costruirne di nuovi – conclude – Per esempio abbiamo appena appaltato i lavori per un potabilizzatore che andrà a risolvere le criticità nell’oristanese». Un impianto che costerà circa 9 milioni di euro.

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