Agris: niente direttore, buste paga a rischio

La Regione non ha ancora nominato il responsabile dell’agenzia, Unicredit sospende i pagamenti

SASSARI. La telenovela della mancata nomina del direttore generale dell’Agris si arricchisce di un nuovo capitolo: stipendi in forse per i 500 dipendenti e precari. Unicredit, tesoriere della Regione, e quindi pagatore, ha mandato un ultimatum all’Agenzia regionale per la ricerca in Agricoltura perché si è ritrovato senza un referente che firmi gli ordinativi. Agris a sua volta ha avvertito prima i titolari di borse di studio, collaboratori e personale a termine che non avrebbe potuto onorare la scadenza del 10 marzo, e poi i dipendenti – che invece lo stipendio lo ricevono il 25 del mese – che le spettanze erano in forse. Un caos che ha fatto scendere in campo i sindacati, con la Cgil che non esclude lo sciopero, e la Cisl che per questa mattina ha annunciato una mobilitazione a Bonassai, dove l’agenzia ha sede.

Con note del 4 marzo scorso, Unicredit, tesoriere della Regione, ha infatti comunicato all’Agenzia regionale per la ricerca in agricoltura che le modifiche apportate alla struttura organizzativa dell’ente «non sono più coerenti con il regolamento di contabilità e lo Statuto». Ciò ha causato all’istituto di credito l’impossibilità di «individuare univocamente e specificatamente sia gli uffici sia i soggetti/ruoli destinati alla sottoscrizione degli ordinativi di tesoreria». Quindi Unicredit se non riceverà «immediata comunicazione sulle generalità del nuovo nominato» e se l’attuale situazione perdurerà «si vedrà costretta a sospendere definitivamente e senza ulteriore preavviso» l’operatività che finora ha consentito «al solo fine di non paralizzare l’attività dell’ente».

Per comprendere cosa stia accadendo bisogna fare un salto indietro, e cioè all’ottobre dello scorso anno quando è scaduto il mandato di 12 mesi dell’allora direttore generale. In attesa di nominare, tramite selezione pubblica, il nuovo incaricato, a reggere l’ufficio fu chiamato come dirigente più anziano Agostino Pintus. Un incarico a termine, per 90 giorni. Il 18 febbraio scorso il “facente funzioni” ha fatto le valigie.

In questo interim è successo di tutto. La nomina del nuovo capo dell’Agris, agenzia che nel suo curriculum scientifico ha anche la prima clonazione di una pecora, è subito diventata un caso politico. Il bando per raccogliere manifestazioni di interesse e l’assessora all’Agricoltura Elisabetta Falchi sono finiti nel mirino della “Base”. Per i consiglieri si tratta di un’operazione di lottizzazione. Sono scesi in campo anche i sindacati dei dirigenti denunciando che il futuro direttore possa essere “pescato” tra esterni.

Sta di fatto che a fine dicembre gli uffici dell’assessorato all’Agricoltura annullano in autotutela il bando, poi ripubblicato il 3 febbraio con scadenza il 15 dello stesso mese. La selezione è ancora in corso, nel frattempo però un membro della commissione si è dimesso. A quanto se ne sa sono 9 gli aspiranti direttori generali Agris.

Dice Carlo Giordano, coordinatore regionale della Cgil Funzione Pubblica: «Ancora una volta i lavoratori stanno pagando un prezzo pesante perché alla Regione non si ha la forza di decidere in tempi rapidi sulla selezione. E non dimentichiamoci che i mancati pagamenti riguardano anche i fornitori. Anche ieri abbiamo sollecitato lo sblocco. Perciò occorre l’immediata nomina del dirigente perché si esca fuori da questa situazione di stallo. E intanto ci prepariamo alla mobilitazione chiedendo anche agli

altri sindacati di riunirci per decidere l’eventuale proclamazione di uno sciopero o oltre forme di lotta».

Intanto l’agenzia ha comunicato che sta valutando un ricorso al giudice civile, l’Unicredit a sua volta ha già messo in chiaro che si scarica di «oneri, colpe e responsabilità».

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