La Falchi promette: entro una settimana il direttore di Agris

L’assessore: «Nessun ritardo, valutiamo i curriculum» E sugli stipendi a rischio: «Solo un disguido, tutto risolto»

SASSARI. L’Agris è senza un timoniere da ottobre, da quando è terminato il mandato del direttore generale. A svolgere le sue funzioni è stato chiamato il dirigente più anziano della agenzia, ma i 90 giorni di incarico consentiti dalla legge sono scaduti il 18 febbraio. Una vacatio che dovrebbe finire entro pochi giorni. Ne è convinta l’assessore Elisabetta Falchi, che annuncia per la seduta di giunta della prossima settimana la nomina del direttore. «La norma che disciplina le nomine nelle agenzie agricole regionali specifica che il direttore generale debba essere in possesso di un’alta qualificazione scientifica e professionale nelle materie di competenza della stessa Agris – sottolinea l’assessore –. Se si fosse presentato Carlo Rubbia non sarebbe stato ritenuto idoneo perché non ha i requisiti richiesti».

I pagamenti a rischio. Fatto sta che ancora l’Agris attende di conoscere il suo nuovo numero uno. Un ritardo che, secondo quanto denunciano i sindacati, mette a rischio i pagamenti dei 500 dipendenti e lavoratori precari dell’agenzia. L’Unicredit, infatti, ha lanciato un ultimatum all’Agris perché non ha più un referente che firmi gli ordinativi. «Solo un disguido burocratico – lo liquida l’assessore –. Un fraintendimento tra la dirigente di Agris, che ha legittimo potere di firma per i mandati, e gli uffici della tesoreria regionale di Unicredit. Siamo intervenuti con la banca per fornire i chiarimenti e auspichiamo che la questione sia risolta».

Identikit del direttore. La Falchi ha in mente per l’Agris una figura di spessore e qualificata. «Un manager a tutto campo – lo definisce lei –. La scelta non può essere limitata al personale dirigente regionale che va in aspettativa dal suo incarico per diventare direttore generale. Il vertice di Agris, come ha ribadito l’Avvocatura dello Stato, deve avere esperienza amministrativa, ma deve anche avere un ruolo di referente politico. Un manager a 360 gradi in grado di valorizzare la sua missione di innovazione e ricerca a favore dell’agricoltura sarda per intercettare fondi e mettere a frutto contatti internazionali. Insomma, deve essere la punta di diamante della ricerca in campo agricolo in Sardegna». L’unico cruccio della Falchi è la poca pubblicità. «Purtroppo per la comunicazione abbiamo a disposizione pochi fondi. Mi sarebbe piaciuto indire un bando internazionale per trovare il miglior direttore possibile per l’agenzia, ma ci siamo dovuti limitare ai siti regionali».

I ritardi. In questi mesi la vicenda della nomina del direttore di Agris è stata anche al centro del dibattito politico. Con l’assessore messa sotto accusa dagli alleati della Base, che hanno parlato di operazioni di lottizzazione. «Non c’è nessun appetito politico da soddisfare – dice la Falchi –. La procedura non è vero che si è arenata, ma procede con le tempistiche necessarie e dovute, attraverso la valutazione dei curriculum pervenuti che

ovviamente richiede una serie di verifiche. Dispiace – conclude la Falchi – che il tentativo di ridare slancio all’Agris sia svilito in un fuoco di fila di attacchi politici strumentali che non hanno come obiettivo né i dipendenti né i risultati che l’Agris può portare alla agricoltura sarda».

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