Le buste paga ancora bloccate

In pericolo la conferma di borsisti e precari. I sindacati scrivono a Pigliaru

SASSARI. La Regione dovrà fare in fretta a nominare il nuovo direttore generale dell’Agris. Perché, in pochi giorni, il congelamento dei conti correnti operato dalla banca tesoriere Unicredit in seguito alla mancanza di un responsabile legale, ha prodotto una serie di incredibili effetti a catena. E che non riguardano soltanto il blocco degli stipendi a dipendenti e precari. Effetti anche paradossali che sono stati elencati ieri mattina, in tutta la loro gravità, nel corso dell’assemblea convocata dalla Cisl nella sede di Bonassai dell’agenzia regionale per la ricerca in agricoltura. Assemblea alla quale è stata invitata la dirigente del Servizio Bilancio e contabilità, Marcella Manconi, perché spiegasse i problemi sopraggiunti e indicasse in quale direzione ci si stava muovendo per risolverli.

Il doppio accredito milionario. Cominciamo con il dire che i problemi per gli stipendi sono iniziati già a gennaio e si sono ripresentati a febbraio. Prima non c’erano i soldi in cassa e poi, per un errore della banca, sono stati accreditati per due volte 11 milioni di euro necessari ai pagamenti mensili. Da “poveri a improvvisamente ricchissimi.

Entrate bloccate. Non solo Agris non può, allo stato attuale, erogare le mensilità ai dipendenti, ma non può neanche incassare le proprie entrate. Sul conto corrente ci sono 10 milioni di euro, tanto che ci si è chiesto in assemblea se non sia opportuno togliere quel saldo dalla disponibilità della banca.

Bollette, fatture e contributi. Sono già arrivati avvisi di mora per il ritardato pagamento delle utenze e si accumulano sui tavoli le liste di liquidazione delle fatture. Non è stata più accettata dalla banca la documentazione cartacea per il pagamento dei contributi ai lavoratori, come avveniva in passato, e si è provveduto ad inviarla con pec. Ma se si accumulano more e interessi chi li paga?

Fornitori in fuga. Automaticamente sono state sospese le carte carburante dai fornitori e così i trattori si sono fermati. I concimi e altro materiale di supporto all’allevamento del bestiame cominciamo a scarseggiare, le riparazioni e manutenzioni si sono fermate.

Borsisti e cococo prime vittime. Non hanno ricevuto la mensilità di marzo e ora si chiedono se potranno continuare a lavorare ad Agris visto che molti contratti sono in scadenza a fine mese. E senza un dirigente responsabile chi si assume il rischio di rinnovarli?

I sindacati. Massimo Rocchitta e Renato Sirigu, coordinatori regionali della Cisl Funzione Pubblica e Sergio Mele, della Rsu Agris hanno denunciato la perdurante situazione di disattenzione della Regione nei confronti dell’Agenzia regionale e come quanto è accaduto sia figlio di una riforma dell’ente che non ha evidentemente preso in considerazione il verificarsi di eventi come la mancata nomina di un dirigente.

L’altro ieri, intanto,

le segretarie aziendali di Cisl, Uil, Sadirs e Siad hanno inviato una nota al presidente Pigliaru e agli assessori all’Agricoltura e al Personale, nonchè ai consiglieri regionali, in cui chiedono l’intervento diretto del governatore regionale «per ridare operatività all’Agris».(p.f.)

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