Marito in affitto, a Olbia l’ultima frontiera del lavoro ai tempi della crisi

L’ex operaio Maurizio Salis si è inventato un mestiere: «Ero disoccupato e faccio tutto quello che le donne odiano»

OLBIA. L'incubo di molti coniugi? Il frigo non funziona. L'impianto elettrico è in tilt. Sarà mica un caso se “non capisci un tubo” sia diventata espressione sinonimo di scarsa attitudine al ragionamento. Ebbene, niente paura. Arriva il Marito a domicilio. Quello però con la M maiuscola.

A Olbia nasce il primo esperimento sardo di un franchising che ha messo radici in mezza Italia. Qualsiasi problema in casa, arriva Maurizio Salis a risolverlo. Olbiese, 44 anni, una storia di ordinaria disoccupazione: da manutentore a Portisco, passando per un lavoro precario al Comune. Infine, con quel coraggio e iniziativa che spesso la disperazione ti costringe ad avere, l'incontro con un annuncio su internet e il grande passo: diventare surrogato di mariti poco inclini alla manualità. «Ho sempre fatto il manutentore, sono un muratore specializzato, poi all'inizio del 2015 mi è scaduto un contratto di un anno col Comune e sono rimasto senza lavoro – racconta Maurizio – dopo qualche mese ho visto un annuncio su internet, in cui richiedevano competenze nel fai da te». Inizia l'avventura di Marito a domicilio.

Giardinaggio e falegnameria. «Mi sono messo in contatto con il fondatore di Marito a domicilio e mi sono associato, ora rispondo alle chiamate per qualsiasi tipo di intervento: dal giardinaggio agli impianti elettrici, falegnameria, idraulica e via dicendo». Inevitabile qualche fraintendimento, anche se spesso ci scappa la presa in giro. Idraulico e casalinga rappresenta un binomio da vecchio luogo comune stile film boccaccesco o cult anni '70. «Molti all'inizio ci scherzavano su, a volte su Facebook ci sono state battute anche pesanti – spiega Maurizio Salis – ma non ci faccio caso: si tratta di un lavoro onesto che in questo momento di crisi può essere un'opportunità». Molta curiosità, anche se talvolta alle richieste di informazioni non segue un reale interesse. Il lavoro va per tariffa oraria. Per ora si parla solo di Olbia. Trasporto e smaltimento a carico del manutentore. Eventuali impianti a spese di chi chiama per il servizio.

Clientela femminile. Dato il nome, inevitabile circoscrivere la platea dei potenziali clienti. «Mi chiamano soprattutto le donne, spesso si lamentano che i mariti non sanno fare quel tipo di lavoro – racconta Maurizio Salis – non sono esperti o non ne hanno voglia. Spesso mi dicono "beato te che lo sai fare, mio marito non è capace", oppure mi dicono che io risparmio un sacco di soldi. Ma è solo il mio lavoro». Partendo da Moretta, centro piemontese in provincia di Cuneo, il Marito a domicilio ha percorso tutto lo Stivale. La Sardegna ultima meta. Per ora Maurizio è l'unico nell'isola. Ma questo genere di servizio in America è diffuso da tantissimi anni. «Adesso c'è crisi, se riesco a ingranare spero di poterci vivere ho distribuito 3 mila locandine, altrettante ne devo consegnare». Ultimo dubbio, ma la moglie che ne dice? Gelosa? «Mia moglie aveva un'agenzia di pulizie che ha chiuso, se tutto va bene potrebbe lavorare anche lei con me». Marito (con moglie) a domicilio.

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