Pula, il resort è abusivo: sette indagati

Un drone della Forestale ha ispezionato dall’alto il complesso Villa del Borgo a Santa Margherita

PULAI. «Villa del Borgo ti offre un'atmosfera incantata e preziosa, che ti fa scoprire tutta la strana magia della Sardegna. Il luogo ideale per starsene un po' unplugged: stacca la spina». La promessa contenuta nel sito ufficiale del resort di Pula è allettante, a leggere però il decreto d’ispezione firmato dal pm Andrea Schirra il bellissimo complesso immobiliare realizzato a un chilometro dalla spiaggia di Santa Margherita è certamente unplugged (scollegato), ma dalla legge: nel provvedimento, che contiene i nomi di sette indagati, la Procura contesta il reato di concorso in lottizzazione abusiva e alcune violazioni urbanistiche legate a presunte «difformità rispetto a quanto assentito dalle ammnistrazioni competenti e stato dei luoghi».

Per alcune delle persone coinvolte, stando al decreto, scatterebbe anche l’accusa di falso in atti pubblici. In altre parole i proprietari e committenti dei lavori avrebbero messo in piedi il resort in più fasi con progetti diversi e ben distinti l’uno dall’altro, per unificare successivamente immobili e strutture di servizio. Un’operazione illegale, sulla quale lavorano gli uomini del Nucleo investigativo del Corpo forestale al comando del commissario Ugo Calledda.

Gli indagati sono i cinque proprietari e committenti dei lavori: l’imprenditore Francesco Sulis (50 anni) di Cagliari, la moglie Simona Oppi (47) che abita nell’hotel in località Bacchixeddu, Giovanni Roberto Porcu (51) di Pula, Nicoletta Olianas De Carolis (50) di Pula e Francesco Frau (48) di Selargius. A questi si aggiungono il direttore dei lavori Emiliano Locci (58) e il tecnico che ha lavorato all’accatastamento degli immobili Antonello Locci (57), entrambi di San Gavino Monreale. E’ chiaro, allo stato dell’inchiesta, che le posizioni degli indagati sono ancora al vaglio della Procura, che li ha iscritti per poter svolgere l’indagine secondo le norme di garanzia previste dal codice di procedura penale. I primi tre indagati sono difesi dall’avvocato Massimiliano Ravenna, gli altri devono ancora nominare un legale: lo faranno nelle prossime ore.

Quella di ieri mattina è stata la giornata clou dell’indagine: gli uomini del commissario Calledda non hanno lesinato in tecnologie e si sono serviti di un drone - un piccolo apparecchio volante telecomandato, dotato di fotocamera e telecamera digitali - per documentare con immagini dall’alto l’estensione del resort, la posizione di due edifici in rapporto al complesso immobiliare e lo stato dei luoghi.

Raccolte le immagini la Forestale le sovrapporrà ai carteggi dei progetti originari per cercare la conferma al sospetto che siano stati eseguiti lavori e interventi al di fuori dalle norme. Sospetto finora confortato dai documenti acquisiti dalla Forestale al comune di Pula e nella sede delle società

Ges.Cro, Evita sas e Loris sas proprietarie originarie delle aree sulle quali è stato realizzato il resort.

L’indagine è appena cominciata, l’ispezione disposta dal pm Schirra rappresenta l’atto di partenza. Finora nessun coinvolgimento dell’ufficio tecnico comunale di Pula.

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