Assalti ai portavalori, la doppia vita del vicesindaco tra politica e rapine

Giovanni Olianas spostava gli impegni istituzionali a Villagrande Strisaili per partecipare ai colpi. In alcune intercettazioni ha anche confermato di avere un mitra Ak 47

TORTOLÌ. Giovanni Olianas è uscito dal commissariato di polizia di Tortolì, in manette, poco dopo le 12.30, per essere trasferito in carcere con la pesante accusa di essere il capo di una banda paramilitare a struttura modulare. E insieme al talanese Luca Arzu farebbe parte del nucleo centrale. I due sono considerati dagli inquirenti i promotori e organizzatori del gruppo criminale.

Sulla base di quanto scrive il sostituto procuratore della Dda di Cagliari, Danilo Tronci, nel decreto che ha portato al fermo di 20 persone, accusate di associazione a delinquere finalizzata agli assalti ai portavalori, ma anche al riciclaggio e traffico di stupefacenti, Giovanni Olianas, 51 anni, da due anni vice sindaco di Villagrande Strisaili, dal 2010 al 2012 capogruppo consiliare di Forza Italia nel consiglio provinciale Ogliastra, responsabile del cantiere dell’Ente foreste del paese «è probabilmente il cervello della banda». E ancora, nel tracciarne il profilo il sostituto procuratore evidenzia: «Sebbene incensurato, ha dato prova di esperienza criminale fuori dal comune, costantemente impegnato nella ideazione di nuovi colpi, spesso procrastina i suoi impegni di vicesindaco per partecipare a rapine e sopralluoghi».

Nuoro, l'assalto al caveau che fruttò 6 milioni di euro Nel blitz impegnati circa 300 tra agenti di polizia e militari della Guardia di finanza. Gli indagati, secondo gli ivestigatori, fanno parte di un'associazione di tipo paramilitare che progettava i colpi in Sardegna, ma anche in altre parti d'Italia

Il vice capo dell’esecutivo comunale villagrandese avrebbe quindi rivestito un ruolo di spicco in quello che viene definita una banda molto organizzata e specializzata negli assalti ai portavalori o ai caveau degli istituti di vigilanza. «La sua abitazione – spiega il pm nel decreto in riferimento sempre al vice sindaco del centro montano ogliastrino – costituisce il covo principale della banda, dove gli indagati si ritrovano per progettare le varie azioni criminali». Giovanni Olianas durante alcune intercettazioni avrebbe confermato di avere a disposizione due kalashnikov Ak 47.

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Ma tutto questo stride con la descrizione che ne fornisce chi lo conosce o ha avuto modo di confrontarsi con lui in politica. Nei due anni in cui è stato capogruppo di Forza Italia in consiglio provinciale, nella sede di Tortolì era fra quelli più presenti anche alla riunioni delle varie commissioni. E anche nei confronti dei consiglieri di maggioranza del centrosinistra usava sempre toni pacati. Il sindaco di Villagrande Strisaili, Giuseppe Loi (Pd), ieri mattina, avuta notizia del fermo del suo vice mentre stava recandosi a Sassari, è rimasto di stucco: «Non so di preciso cdi osa lo si accusi, ma Giovanni, con me ha sempre avuto un ottimo rapporto e così anche i suoi fratelli, anche di amicizia. In giunta segue il settore dei Lavori pubblici. Mi auguro possa provare subito la sua estraneità alle pesanti accuse. È chiaro che questa vicenda ha colpito molto la comunità di Villagrande e della frazione di Villanova Strisaili, dove Giovanni vive, così come i fratelli».

E il riferimento è appunto a Gianluigi e Carlo Olianas, rispettivamente, di 54 e 43 anni, anche loro fermati nel corso dello stesso blitz. Il l primo è operaio semestrale nel cantiere villagrandese dell’Ente foreste (il cui responsabile è Giovanni), mentre il più giovane, dopo avere avuto per anni un bar a Tortolì, fa l’allevatore.

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