Rete idrica, Abbanoa: così ridurremo le perdite

A disposizione 75 milioni: al via 16 nuove opere, previsti 1200 posti di lavoro La Regione e l’ente gestore sono riusciti a sbloccare i fondi stanziati 10 anni fa

CAGLIARI. Dieci anni fa sono stati pensati, a giugno saranno pubblicati, poi aggiudicati e nel 2018 potrebbe esserci il taglio del nastro. È la sintesi estrema della storia più o meno tribolata, certo lo è stata in passato, di 16 progetti che dovevano (e dovranno) spazzare via l’antico incubo della “grande sete” isolana. L’accoppiata assessorato ai Lavori pubblici e Abbanoa è riuscita sbloccarli. Finalmente, potrebbe essere il primo commento, aggiunto a un miracoloso per fortuna, perché nel frattempo è accaduto di tutto e quasi mai è stato qualcosa di buono. Se dovesse servire un breve riassunto, eccolo: dalle condotte colabrodo, oggi la perdita è salita addirittura al 53 per cento, a decine di potabilizzatori vecchi e sempre più in affanno, oppure dai villaggi vacanze dove la salvezza sono ancora le autobotti e non gli acquedotti fino a intere province, Sassari e Oristano le prime, in cui se non piove per un mese, scatta subito l’allarme. È stato questo il drammatico bollettino che i sardi hanno subito in questi anni orribili. Basta, è finita: la macchina degli appalti, quelli santi e puliti, è stata rimessa in moto con i 75 milioni recuperati da un fondo europeo e riassegnati alla Sardegna dal Comitato interministeriale per la programmazione economica, il Cipe. Col risultato che in attesa dell’arrivo di altri 165 milioni, entro un anno o due in 100 Comuni, piccoli e grandi, le perdite saranno ridotte almeno del 10 per cento, oppure verranno riammodernati gli impianti, o comunque al servizio sarà restituita gran parte dell’efficienza. Il conto alla rovescia è cominciato e fra pochi mesi dovrebbe cominciare il bello.

L’assessore. Paolo Maninchiedda (Lavori pubblici) non è tipo dai facili entusiasmi, ma stavolta s’è lasciato andare. «Oggi riusciamo ad aprire cantieri – ha detto – programmati, progettati e finanziati oltre 10 anni fa. Certo, l'importante è farlo, però è altrettanto importante non ripetere da oggi in poi gli errori del passato». Cioè? «C’è un sistema da migliorare e dobbiamo ancora imparare a spendere bene e in fretta le risorse che stanziamo».

Il piano cantieri. Oltre all’intraprendenza di Abbanoa, è stata decisiva anche la ritrovata celerità dell’Ente di governo dell’acqua, l’Egas, per uscire da un tunnel durato troppo a lungo. «Non ci sono solo i grandi appalti – ha sottolineato Maninchedda – ma anche quelli piccoli da 100mila fino a 600mila euro. I cantieri saranno aperti dovunque non solo nelle aree urbane, perché l'efficienza sicuramente non è legata alla grandezza delle opere. L’importante è che servano a risolvere le emergenze e a migliorare la vita di moltissime persone».

L’amministratore. Alessandro Ramazzotti (Abbanoa) è stato chiaro nel leggere il futuro: «Abbiamo avviato un percorso importante per riportare a regime l’intero servizio idrico e siamo convinti che, anche grazie ai futuri investimenti, saremo in grado di raggiungere l’obiettivo». Con in più due sottolineature: i cantieri aperti da Abbanoa

«produrranno» anche e soprattutto 1.200 posti di lavoro e poi «chiamiamo a raccolta le imprese sarde che devono abituarsi a competere». Sarebbe un delitto lasciare tutto questo bendidio, economico e sociale, ai soliti, famelici forestieri. (ua)

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