Meridiana, l’Aga Khan “scarica” Creagh

Fatale per l’ex ad la gestione dei rapporti con Air Italy, al suo posto arriva Marco Rigotti. Nel cda entra Luca Ragnedda

OLBIA. Per un irlandese che potrebbe riatterrare in Sardegna - O’Leary, gran capo di Ryanair - un altro prende il volo: Richard Creagh da ieri non è più l’amministratore delegato Meridiana. Ufficialmente, si è dimesso. Sostanzialmente, l’azionista attuale della compagnia aerea di Olbia (l’Aga Khan), con il consulto di quello futuro (Qatar Airways), l’ha mandato in pensione. Causa? Vedute diverse proprio sulla rotta che porterà all’accordo con il grande vettore mediorientale. Fatali, per Creagh, potrebbero essere state alcune sua scelte che - volontariamente o no - hanno rischiato di far naufragare i rapporti tra Meridiana e i sindacati (e con Qatar Airways). Per esempio, due proposte per far passare i dipendenti da Meridiana alla controllata Air Italy. Una stoppata dalle sigle nazionali dopo la pubblicazione; l’altra (per il transito dei piloti nel cargo) bloccata sul nascere. Dall’alto. Ieri l’Aga Khan ha deciso che poteva bastare così, e goodbye Creagh.

Il primo effetto dell’avvicendamento ai vertici è stata l’investitura dell’attuale presidente, Marco Rigotti, 49 anni: sarà lui a guidare Meridiana, in via transitoria, insieme a un cda in cui, oltre alla conferma di Corinne Fournot, rientra anche un gallurese, un uomo di fiducia dell’Aga Khan, Luca Ragnedda, 67 anni, dirigente fin dai tempi della nascita della Costa Smeralda.

Rigotti porterà avanti le trattative per l’ingresso in Meridiana di Qatar Airways, di cui il presidente è ormai un garante, e solo a operazione conclusa ci sarà la nomina del nuovo ad. E - per raggiungere questo obbiettivo - terrà i rapporti con i sindacati nazionali (Cgil, Cisl, Uil, Ugl), soprattutto su un punto: il nuovo contratto di lavoro di Meridiana e della controllata Air Italy. Sarà unico, sarà quello nazionale del trasporto aereo, un po’ rivisto. Nelle prossime ore potrebbe arrivare già la firma, a Roma: le sigle attendono solo la risposta di Meridiana (e di Qatar Airways) alla loro offerta.

E questa potrebbe essere la svolta della trattativa sugli esuberi, attualmente 955, quasi la metà dei quali sono in Sardegna. A favorire il percorso sarà il Governo. Dopo l’addio di Federica Guidi, l’ex ministro dello Sviluppo cui si deve l’arrivo di Qatar Airways (era lei a parlare direttamente con l’ad Al Baker), l’esecutivo di Renzi si è riorganizzato. La trattativa resta in capo allo Sviluppo, con il viceministro Bellanova, e ai Traporti, con il ministro Del Rio, ma sotto il coordinamento di Palazzo Chigi, in particolare del sottosegretario De Vincenzi. Un segnale: Meridiana è un caso di interesse nazionale. Per l’intesa con una compagnia di uno Stato (Qatar), certo, ma anche per una risposta sociale: la protezione di centinaia di lavoratori.

La firma del contratto nazionale e i soldi di Qatar Airways potrebbero far ridurre gli esuberi: da 955a 527, secondo quanto detto da Meridiana davanti al Governo all’inizio di aprile. Numeri tutti da confermare, a cominciare dai tagli zero nell’hangar, i cui lavoratori sono ancora in sciopero (garantiranno però la regolarità dei voli). Con un quadro chiaro, il primo sindacato

a cogliere il nuovo corso è stata la Filt-Cgil nazionale. «No a vuoti di potere in Meridiana, si superi l’impasse con il Qatar e si riprenda subito la trattativa con i sindacati» ha scritto il segretario Nino Cortorillo. A Roma, col Governo. Per garantire tutti.

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