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Cagliari diventa un test nazionale ma tutti sono in fuga dai partiti

Solo Massimo Zedda mette in primo piano l’identità politica della coalizione che lo sostiene Il suo successo potrebbe portare a un dialogo rinnovato tra un Pd sempre più renziano e la sinistra

CAGLIARI. Alla conquista della città metropolitana. Il voto di Cagliari è sempre più un test nazionale. Non solo perché si sperimentano nuove alchimie in cui il Pd renziano prova a guardare a sinistra per guidare la città. Ma anche perché il voto sembra quasi segnare una debolezza dei partiti che fino a qualche anno fa dominavano la scena politica.

Il Pd non ha neanche pensato di esprimere un proprio candidato sindaco e ha puntato su Massimo Zedda. Il sindaco uscente è uno dei big di Sel, ma la sua coalizione mette insieme diverse sensibilità politiche.

Ancora più emblematico è il caso di Piergiorgio Massidda. Pentaparlamentare, ha 5 legislature alle spalle, fondatore di Forza Italia. E proprio mentre gli azzurri discutevano quale potesse essere la possibile rosa dei candidati Massidda era già partito. La sua candidatura era sul tavolo. Non solo senza avere chiesto il permesso a Forza Italia, ma quasi senza prendere in considerazione le lamentele del suo ex partito. Sembrava destinato a finire in un angolo. Alla fine è riuscito a convincere Forza Italia a sostenerlo. Non solo, ha messo insieme un insieme di liste che va da ex 5 Stelle a esponenti di Sel e di Fratelli d’Italia.

C’è quasi una sorta di provincializzazione della politica. Anche nelle grandi città i partiti si diluiscono in liste civiche. Gli ideali lasciano il posto a un realismo spinto. I trascinatori di un tempo non funzionano più. Se Massimo Zedda è pronto ad accogliere a braccia aperte il premier Matteo Renzi, che porterà in dote 168 milioni di euro tutti per Cagliari, Massidda arriva a dire che Berlusconi non lo vuole nella sua campagna elettorale. «Siamo molto amici – spiega –, ma la nostra è una lista civica». E quasi per paradosso l’unica candidata al 100 per cento politica è la grillina Antonietta Martinez. La candidata del partito non partito.

Il resto dei protagonisti, in questa sfida tra i magnifici sette, fa proprio della loro distanza dai partiti strutturati la

propria netta e decisa scelta di campo.

Da Paolo Matta con la sua Quinta A, a Enrico Lobina, sostenuto da una coalizione indipendentista e di sinistra. Da Paolo Casu, sardista e civico ad Alberto Agus, esponente del Popolo della famiglia.

@LucaRojch

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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