Omicidi Monni e Masala, l'odio partì da Whatsapp

Tra le cause scatenanti dei terribili fatti di sangue che hanno sconvolto Orune e Nule c'è un messaggio con i versi di un poeta sardo arrivato sui telefonini di un gruppo di amici. Offese e derisioni destinate a Paolo Pinna? Forse no. Ma secondo gli inquirenti per quelle frasi dialettali un giovane di 17 anni si è trasformato in uno spregiudicato assassino

NUORO. Sono state poche rime in sardo di un poeta dialettale orunese, fatte girare su un gruppo Whatsapp di giovani orunesi e nulesi, a riaccendere il fuoco dell’odio e della vendetta. Parole di una filastrocca che potrebbero sembrare insignificanti ma che all’interno di un contesto esasperato hanno avuto una forza devastante fino a trasformare in un gelido assassino un ragazzino di 17 anni, che all’improvviso si era sentito messo alla berlina da quel gruppo di giovani orunesi con i quali era entrato in contrasto la notte tra il 13 e il 14 dicembre 2014 in una sala da ballo durante le Cortes Apertas. Paolo Enrico Pinna, 18 anni compiuti a gennaio, non aveva mai digerito il durissimo trattamento che gli era stato riservato quella notte quando, dopo aver palpeggiato la fidanzatina di Gianluca Monni e aver puntato una pistola in faccia al ragazzo intervenuto per difenderla, era stato prima disarmato, poi picchiato con ferocia e, quando era per terra pesto e sanguinante, gli avversari gli avevano anche urinato addosso.

leggi anche:

omicidio monni

«Gianluca Monni ucciso per vendicare un'offesa, Stefano Masala per depistare le indagini»

Nuoro, dopo  l'arresto dei giovani indagati per l'assassinio dello studente di Orune freddato a colpi di fucile l'8 maggio del 2015 , ma anche per la scomparsa del 29enne di Nule, gli inquirenti spiegano quale sarebbe il movente dei delitti. Tutto risalirebbe a una lite tra i protagonisti durante una festa paesana. L'ipotesi di reato è di omicidio premeditato per futili motivi

Quando la sera del 20 aprile 2015, intorno alle 19, Paolo Pinna aveva ricevuto le rime in sardo sul gruppo “Spuntino maggio” aveva perso la testa. Poco dopo l’aveva postata su un altro gruppo chiedendo agli amici che cosa ne pensassero e poi alle 22,35 l’aveva inviata al cugino Alberto Cubeddu insinuando dubbi e cominciando a covare odio: “L’hanno fatta per me. Si vantano che picchiano in gruppo. Perché da soli temono. Poi te la spiego a voce, è un gioco di parole”.

Da quel momento è stata un’escalation di terrore. A raccontare la crescita graduale dell’odio sfociato negli omicidi di Gianluca Monni e di Stefano Masala sono stati il procuratore della Repubblica di Nuoro, Andrea Garau, il procuratore della Repubblica dei minorenni di Sassari, Elena Pitzorno, i comandanti provinciali dei carabinieri di Nuoro, colonnello Saverio Ceglie, e di Sassari, colonnello Gianni Adamo, e il comandante regionale dei Ros, maggiore Dario Pini, elogiando il lavoro sul campo di tutti i carabinieri, coordinati dal capitano Luigi Mereu, comandante del reparto investigativo di Nuoro.

«Indagini complicate, rese difficili dalla scarsa collaborazione – ha sottolineato il procuratore Andrea Garau, che ha coordinato il lavoro del sostituto Andrea Vacca –. Gli orunesi non hanno avuto amor proprio e nemmeno per il proprio paese. Sin dai momenti successivi al delitto e in tutti questi mesi ci siamo scontrati con l’omertà. Persino i ragazzi presenti sulla scena del delitto, che con Gianluca aspettavano il pullman, hanno negato di essere lì. Così come hanno negato di essere presenti alla rissa del dicembre 2014 tante altre persone». «In assenza di testimoni – ha ribadito il procuratore dei minori di Sassari, Elena Pitzorno, che ha lavorato a stretto contatto con il sostituto Roberta Pischedda – è stato difficilissimo indagare. Nessuno ha voluto dire niente. Per questo motivo le indagini si sono protratte più a lungo del previsto».

Un anno e 20 giorni è stato il tempo necessario per acquisire gli elementi necessari per arrestare gli autori degli omicidi di Gianluca Monni e Stefano Masala. Indagini racchiuse nelle ordinanze di custodia cautelare del gip di Nuoro, Mauro Pusceddu, per quanto riguarda Alberto Cubeddu. E del gip del tribunale dei minori, Maria Stefania Palmas, per Pinna. «Un’indagine senza precedenti in sinergia con la Procura dei minori di Sassari, con i carabinieri di Nuoro e Sassari e con i Ros di Cagliari – ha sottolineato Garau – Abbiamo lavorato giorno e notte. Grazie ai Ros sono stati raccolti milioni di dati sul traffico telefonico, incrociando tabulati e celle telefoniche. Elementi che ci hanno permesso di smontare gli alibi forniti dal minorenne e da suo cugino e di ricostruire le due tragiche storie».

Due persone arrestate per gli omicidi Monni e Masala, la conferenza stampa NUORO. Le immagini della diretta Facebook pubblicata sulla nostra pagina durante la conferenza stampa convocata al comando provinciale dei carabinieri di Nuoro(Pierluigi Piredda e Massimo Locci)L'ARTICOLO

 

 

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

IL SITO DI GRUPPO GEDI PER CHI AMA I LIBRI

Scrivere e pubblicare libri: entra nella community