le reazioni

Studenti contenti, docenti meno

Forti perplessità negli istituti sulla decisione del primo cittadino

MAMOIADA. Niente compiti nelle vacanze estive. Una decisione che è sicuramente piaciuta agli studenti, ma che ha lasciato perplessi gli operatori scolastici e anche molti genitori. L’ordinanza emessa dal sindaco Luciano Barone, che ha “vietato” i compiti a casa per gli scolari di ogni ordine e grado del suo paese durante le vacanze estive, sta facendo discutere il mondo della scuola.

«L’ozio intellettuale non è certamente una bella cosa – ha sostenuto con arguzia il dirigente scolastico del Liceo “Asproni” di Nuoro, Antonio Fadda –. Giusto limitare gli eccessi, ma credo che anche l’ordinanza sia un eccesso dei compiti di un sindaco. Avrei potuto capire se si fosse trattato di un parere, ma una proposta così articolata mi sembra davvero un’assurdità».

«Quando ho letto l’ordinanza sono rimasto senza parole – ha confermato Nazario Porcu, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Mamoiada che racchiude materna, elementari e medie –. Inizialmente mi sembrava un messaggio totalmente negativo, poi quando il sindaco ha raddrizzato il tiro sottolineando l’importanza di leggere molti libri mi sono un po’ rasserenato. Anche se le perplessità restano. Non mi risulta che mai uno studente si sia esaurito per fare i compiti delle vacanze – ha aggiunto Nazario Porcu –. Ma vorrei sottolineare che la tanto discussa buona scuola c’è quando ci sono buoni rapporti tra gli operatori scolastici e la famiglia. Senza sindaci e altri estranei di mezzo. Diciamo che i nostri ragazzi dovrebbero leggere molto di più e anche studiare di più. Non sto lì a fare inutili polemiche, ma non mi pare che ci siamo buone competenze in italiano e in matematica e quindi studiare anche d’estate non farebbe male. Giusto per fare un esempio – ha insistito il dirigente scolastico – chiediamoci come mai i nostri ragazzi quando vanno a fare i test di accesso alle facoltà universitaria vengono scavalcati dai coetanei che arrivano da altre parti d’Italia. Anzichè prendercela con chi è più preparato, definendolo un usurpatore perché non pensiamo che forse i nostri non sono preparati? Dobbiamo migliorare. Comunque – ha concluso – mi sembra strano che un sindaco si occupi di queste cose».

«D’accordo che lo studente deve ricaricare le pile, d’accordo il godimento dello spirito ma il sindaco non avrebbe fatto meglio

a parlare con gli operatori scolastici prima di fare l’ordinanza? – ha commentato Carla Marchetti, dirigente del Liceo Satta di Nuoro e di quello di Fonni –. Un consulto sarebbe stato meglio prima di faci cadere sulla testa un provvedimento che a me sembra inconcepibile». (plp e ma.s.)

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