Pecorino bloccato e dissequestrato, la ditta Pinna: «Era tutto in regola»

La comunicazione del caseificio di Thiesi: «Operiamo nel rispetto delle regole. Quel formaggio, con regolare etichetta romena, era destinato al mercato internazionale dei grattugiati»

SASSARI. Sequestro di pecorino da parte della Asl Toscana? Temporaneo e a scopo cautelativo: alla fine era tutto in regola. È la precisazione che arriva dalla ditta Fratelli Pinna, industria casearia di Thiesi (Sassari), sullo stop a un carico di formaggio prodotto in Romania e destinato al mercato internazionale dei grattugiati.

Tutto, precisa l'azienda, «era assolutamente in regola in merito a condizioni igieniche, di conservazione, di etichettatura e di rintracciabilità dello stabilimento di produzione e di destinazione». Per questo motivo il formaggio, che aveva l'etichetta della produzione romena, è stato immediatamente dissequestrato.

«Ciò dimostra - spiega l'industria casearia - il pieno rispetto delle regole vigenti e l'assoluta trasparenza del nostro operato. La ditta Fratelli Pinna è particolarmente attenta a difendere e a consolidare l'immagine di una azienda che da quasi un secolo tiene alto il nome della Sardegna nei mercati nazionali ed internazionali».

I Pinna ricordano che il mercato dei formaggi da grattugia è presidiato da decenni da francesi, bulgari, romeni e siriani. «Noi questo tipo di produzioni - sottolineano - le realizziamo da 10 anni, da quando abbiamo costruito uno stabilimento vicino a Timisoara, che non rappresenta neanche il 10 per cento del nostro fatturato complessivo. Volevamo inserirci in quel segmento di mercato globale, estremamente competitivo, dei formaggi da grattugia che non fanno distinzione fra vaccini e pecorini, ma competono solo in base al miglior rapporto prezzo/qualità. Gli acquirenti che si muovono su questi mercati sono ben coscienti di cosa comprano. Crediamo e ci vantiamo di aver fatto una buona operazione di internazionalizzazione facendo entrare il nostro gruppo in relazione con società che ora acquistano anche gli altri nostri prodotti realizzati in Sardegna».

E ancora: «In questi 10 anni la F.lli Pinna non ha trasferito

in Romania un solo litro di latte sardo (per sfruttare il minor costo del lavoro) e non ha mai importato latte romeno (per sfruttare il minor costo della materia prima). Ha invece realizzato a Thiesi investimenti per oltre 15 milioni di euro, aumentando la superficie dello stabilimento».

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