Aperti i primi 23 chilometri

Inaugurati quattro lotti dopo anni di intoppi, tra cantieri fermi e inchieste

INVIATO A PLOAGHE. Il nord dell’isola è più vicino. L’apertura della quattro corsie ha accorciato distanza e tempi di percorrenza tra Sassari e Olbia. È vero, per ora si tratta solo di 4 lotti su nove, di 23 chilometri su 79, ma, per quanto parziale, l’inaugurazione attesa da oltre dieci anni è stata accolta da tutti come una liberazione. Ed è per questo che al taglio del nastro non è voluto mancare nessuno. C’erano il ministro Graziano Delrio, il governatore Francesco Pigliaru, l’assessore Paolo Maninchedda, il presidente Anas Gianni Vittorio Armani. Oltre a tutti i sindaci del territorio, parti sociali e comitati di cittadini che in questi anni non hanno mai smesso di alzare la voce contro la vergogna della Sassari Olbia. Una strada macchiata di sangue su cui in 20 anni hanno perso la vita più di 80 persone. Un’opera senza fine ribattezzata la Salerno-Reggio Calabria sarda. Un’incompiuta cronica che ora però, seppure in parte, ha visto la luce.

Quattro lotti. In totale ieri sono stati aperti quattro tratti, i lotti 0 e 1, che vanno dall’innesto della Carlo Felice fino al bivio per Ardara, e i lotti 7 e 8, che da Monti conducono quasi fino a Olbia. Ventitrè chilometri di quattro corsie che nel giro di un mese diventeranno 27. Oltre un quarto dell’opera costata alle casse della Regione 312 milioni di euro, un terzo del costo totale che si attesta a 930 milioni.

Sicurezza. «La Sassari-Olbia è un’opera che viene da lontano e che è segnata da tanti eventi tragici – sono state le prime parole di Pigliaru –. Su questa strada sono scomparse 80 persone dal 1995, un numero impressionante. Per la Regione la tutela della sicurezza e dell’incolumità dei cittadini è una priorità assoluta. Un principio che ha guidato l’amministrazione regionale indipendentemente dai colori delle giunte».

Cantieri fermi. In effetti la quattro corsie, i cui lavori sono iniziati nel giugno 2012, è argomento di dibattito politico da oltre un decennio. Da Soru a Cappellacci, fino appunto a Pigliaru, che è riuscito a fare fronte non solo alla crisi economica, ma anche a mafia e mazzette. «La realizzazione di questa opera – ha aggiunto il governatore – è stata messa a dura prova dai fallimenti di imprese a causa della crisi e dai fenomeni di corruzione. Ci siamo trovati di fronte a una situazione molto difficile, ma nonostante le difficoltà e contro il pessimismo diffuso, la Regione ha attivato una forte collaborazione con Anas che ha determinato l’accelerazione di tutte le procedure».

Made in Sardinia. È la Regione, dunque, ad avere preso in mano la situazione, ad avere fatto in modo che i primi 4 lotti arrivassero a destinazione attraverso un incessante monitoraggio dello stato dei lavori. «In questi due anni abbiamo sentito solo vaticini negativi e polemiche su questa strada – afferma l’assessore ai Lavori pubblici, Paolo Maninchedda –. Di sicuro non è stato facile, ma i fatti dicono che, quando si lavora seriamente, si cambia la realtà e si riesce a migliorare. Abbiamo aperto i primi lotti in tempi rapidi, accelerando tutto e non dando possibilità alla corruzione di insediarsi in un’opera di questo tipo. È la dimostrazione che noi sardi siamo capaci di fare grandi opere».

Gli altri lotti. Ad annunciare le prossime tappe della Sassari Olbia è stato il ministro Graziano Delrio, l’uomo in più della giunta Pigliaru a Roma. «Apriamo i lotti più importanti, quelli che adducono alle aree metropolitane. Ma abbiamo un piano di completamento dei lotti già in corso, che hanno avuto difficoltà, e appalteremo entro l'estate quelli che mancavano». Il primo a essere consegnato sarà il lotto 9 alle porte di Olbia, dove i lavori, dopo lo stop per problemi economici dell’impresa, inizieranno a brevissimo. Per il 3, tratto da Ozieri e Oschiri, finito insieme all’8 nel giro delle mazzette di Sindacopoli, si parla di fine 2017. Il 5 e il 6, da tempo fermi per una inchiesta per infiltrazioni mafiose che ha coinvolto la Tecnis, dovrebbero ripartire entro l’estate. Stesso discorso per i lotti 2 e 4, mai partiti, il cui progetto

esecutivo è in fase di approvazione. Secondo il numero uno Anas l’intera Sassari Olbia, i 79 chilometri di 4 corsie, vedranno la luce entro due anni. Ma Pigliaru pensa di tagliare il nastro prima. «Con questi ritmi si può chiudere anche prima di giugno 2018».

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