Topi, zanzare e bruchi: troppi tagli ai servizi, si rischia l’invasione

La Regione ha cancellato uno stanziamento di 2 milioni. L’allarme dei sindacati: «Anche il personale è insufficiente»

SASSARI. Quando la nave affonda, i topi scappano. Lo sapevano i marinari dei vecchi bastimenti che ne hanno fatto un motto sull’opportunismo. Adesso, però, lo sanno anche gli addetti alla disinfestazione, imbarcati su un battello varato nel 1957, quando era stato creato il Centro regionale antimalarico e anti insetti (Crai) che, dopo 60 anni di navigazione, inizia a imbarcare acqua. I soldi per le riparazioni sono pochi: la Regione ha tagliato due milioni di euro dalla spesa per le disinfestazioni e il futuro dei 160 addetti non è certo.

I topi che scappano, questa volta, non sono solo un allegoria sull’opportunismo ma una spiacevole compagnia con cui si potrebbe convivere molto presto. Lo stato di salute del Crai è compromesso. Lo dice l’Unione sindacale di base (Usb): «La situazione è peggiorata negli ultimi 15 anni», spiega Luca Locci, «il personale assunto dalla Regione ha iniziato ad andare in pensione e i lavoratori delle Province e delle società in house sono diventati insufficienti per la tutela del territorio. Adesso sono 90 dipendenti provinciali e 70 quelli delle società in house. Gran parte del personale che svolge le mansioni di disinfestazione è precario o dipendente delle società in house. Si tratta di lavoratori che, mentre si decide la riforma degli enti locali, hanno un futuro occupazionale decisamente incerto».

L’incertezza arriva in un momento in cui, sempre l’Usb, segnala un aumento degli interventi antilarvali e di deblattizzazione, oltre alle disinfestazioni stagionali e alla lotta all’infestazione dei ratti: «Nell'amministrazione commissariata dell'Ogliastra è stato esternalizzato il servizio e sono stati mandati a casa 5 dipendenti precari che da anni lavoravano nel centro anti insetti. Parliamo di uomini e donne sopra i 50 anni».

Ecco perché l’Usb ha definito “miope” la Regione: «Abbiamo usato questi termini perché c’è stato un taglio al finanziamento di circa 2 milioni di euro rispetto al passato».

Eppure, sempre secondo il sindacato, la risorse disponibili sarebbero comunque sufficienti a ottimizzare il servizio: «A patto che ci sia un riordino del servizio», precisa Luca Locci, «non è possibile, ad esempio, che un litro di insetticida abbia costi differenti a seconda della provincia che lo compra. E non è possibile che i lavoratori percepiscano uno stipendio diverso, parlo di 200 o 300 euro di differenza, se lavorano per la Regione o per le Province». Nella lotta alle infestazioni, poi, l’Unione sindacale di base segnala anche carenze normative: «Non esiste un modello da seguire per le disinfestazioni doganali nei porti anche se tutti sanno che alcuni degli insetti più pericolosi sono arrivati proprio nei porti, come le zanzare tigre che diffondono la febbre del Nilo». E quando non si opera in prevenzione, i risultati sono

spesso drammatici. Come l’infestazione della processionaria nelle sugherete, che rischia di mettere in ginocchio un intero comparto produttivo. Per eliminarla servirebbe una disinfestazione aerea per cui, secondo Usb, non sarebbero disponibili i fondi necessari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Come trasformare un libro in un bestseller