Il fuoco terrorizza la Sardegna, roghi nel Nuorese e al Sud

Fine settimana funestato dalle fiamme che hanno bruciato 4mila ettari di pascoli. La Regione: «Piromani criminali. L’antincendio non basta, serve la prevenzione»

SASSARI. Una striscia di fuoco che ha unito il Marghine al Guilcer e alla Barbagia, con una succursale di fiamme e cenere che ha invaso il Campidano di Cagliari, nella zona di Uta, dove le fiamme hanno lambito il paese. Ieri è stata una giornata di fuoco anche a Orani, in Barbagia, che ha subito l’incedere delle fiamme partite venerdì (forse) da Borore. Roghi anche nei pressi di Assemini, Siliqua, Villamar, Furtei e Samassi. L’isola, dunque, ha vissuto da molto vicino il primo week-end di incendi che ha consumato 4mila ettari di territorio.

Le polemiche. L’impegno non è bastato. Nonostante l’estensione del fronte del fuoco e il numero imprecisato di focolai che si attizzavano da un momento all’altro, anche quando si pensava fossero estinti, la popolazione spaventata dalle fiamme ha protestato contro tutto e contro tutti, sparando in un mucchio che aveva il suo da fare per limitare i danni di un incendio, quello che ha camminato per tre giorni nel nuorese e nell’alto oristanese, che pare sia partito dal vecchio campo di volo di Borore. A placare gli animi non è bastata nemmeno la presenza dell’assessore regionale all’Ambiente Donatella Spano che ha monitorato da vicino una situazione drammatica.

La Regione. Il primo pensiero è per i piromani: «Chi appicca il fuoco è un criminale», ha detto Donatella Spano che poi ha descritto un sistema che ha agito al massimo delle sue potenzialità. L’assessore ieri era a Sedilo mentre venerdì aveva seguito le operazioni da Borore, in contatto costante con i sindaci e con l’unità di crisi che ha contrastato le fiamme. «L’apparato antincendio è schierato dal 15 maggio – ha affermato ancora Donatella Spano – e lo sforzo per domare il fuoco di questi giorni è stato massimo nonostante le alte temperature, i cambiamenti repentini della direzione del vento, il fumo intenso e l’inaccessibilità di certe zone».

Le forze sul campo. Professionisti che si attengono a un piano antincendi triennale, aggiornato annualmente. Un sistema, coordinato dal Corpo forestale con una capacità di previsione del pericolo più efficace rispetto al passato grazie alle 26 zone di allerta distribuite nel territorio. Nonostante la professionalità e l’impegno, il fuoco è un nemico dalle mille risorse: «L’ antincendio da solo non basta, la prevenzione è fondamentale. Lavoreremo su questo con un impegno ancora maggiore», ha concluso l’assessore. Nell’ultimo week end erano 600 gli uomini in campo divisi in 95 agenti del Corpo forestale , 220 uomini di Forestas, 120 volontari della Protezione civile di 7 associazioni isolane, 120 barracelli e svariate squadre dei vigili del fuoco tra cui anche i pompieri del Pca, il posto di comando avanzato addestrato per gli interventi a ridosso dell’abitato.

Le operazioni sono state seguite anche dal personale in turno alla Soup, la sala operativa unificata permanente di Cagliari, e dai Cop, i centri operativi provinciali del Corpo forestale di Nuoro e Oristano. L’intervento dei mezzi a terra e stato supportato da 4 Canadair e 5 elicotteri. Gli aerei antincendio sono poi diventati 5, dei 15 della flotta nazionale, aiutati dai voli radenti di 6 elicotteri quando, sabato, il fronte del fuoco si era allargato. Ieri, invece, hanno volato. 4 Canadair e 4 elicotteri.

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