Brucia il Sulcis: il rogo domato con i mezzi aerei

Le fiamme tra Santadi e Teulada minacciano le case Intervenuti tre elicotteri e un Canadair, in fumo 40 ettari

SANTADI. Almeno una quarantina di ettari in fumo. Danni ancora da quantificare con precisione quelli provocati dal rogo che ha incenerito macchia mediterranea, arbusti ma anche alberi d’alto fusto, tra Santadi e Teulada, lungo la strada provinciale 70, la via di comunicazione interna che taglia il basso Sulcis. Fortunatamente le fiamme non hanno raggiunto la zona boschiva poco più in alto, perché altrimenti sarebbe stato un disastro di immense proporzioni. Non è stato il primo incendio estivo, visto che finora il territorio è stato percorso dal fuoco in più punti, con una recrudescenza del fenomeno che non si vedeva da alcuni anni, ma è stato finora quello di maggiore pericolosità e che ha provocato i danni più consistenti. Proprio nelle ultime ore la protezione civile aveva dichiarato per quell’area lo stato di allerta con codice arancione di alto rischio di roghi nel fine settimana. Le fiamme, partite lungo la strada, si sono estese rapidamente su un fronte esteso distruggendo tutto ciò che incontravano lungo il loro cammino, prima di essere arginate grazie all'ingente spiegamento di mezzi e uomini sia a terra sia dal cielo. L’allarme è scattato intorno alle 13.30, quando è stata avvistata la prima colonna di fumo sulle colline di Santadi. Immediato l’intervento delle squadre antincendio della Protezione civile di Santadi dell'Ente foreste, del Corpo forestale e dei vigili del fuoco del distaccamento di Carbonia, che hanno rivolto l’attenzione soprattutto all’area della frazione di Is Cattas, dove le fiamme si stavano dirigendo, e le cui abitazioni rischiavano di essere circondate dal fuoco. La situazione però, anche a causa del vento e della temperatura altissima, sembrava ingestibile. È stato richiesto l’intervento dei mezzi aerei. Un Canadair partito da Olbia e tre elicotteri hanno riversato migliaia di litri di liquido

sulle fiamme, riuscendo dapprima a bloccarne l’avanzata e poi a spegnere, dopo più di tre ore di lavoro, gli ultimi focolai. Il bilancio, che pure avrebbe potuto essere più grave, è comunque di proporzioni consistenti. Infatti sono stati almeno una quarantina gli ettari percorsi da fuoco.

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