In cerca di tracce nelle aziende dei Pinna

La scomparsa di Stefano: sono iniziate le ricerche con i cani. Scarcerato Zappareddu, estraneo ai delitti Monni-Masala

NULE. Prima tappa, alle sei meno un quarto del mattino, nelle campagne di Nule, davanti al cancello di una delle aziende del padre di Paolo Pinna (il 18enne arrestato insieme al cugino Alberto Cubeddu per gli omicidi Monni e Masala).

Sono partite da qui, ieri mattina, le ricerche di Stefano Masala da parte dei carabinieri di Nuoro, di Bono, dei cacciatori di Sardegna, delle squadriglie. I militari hanno sguinzagliato i cani arrivati da Bologna e addestrati nella ricerca di tracce di sangue e di cadaveri. Li hanno “liberati” all’ingresso di un’azienda di proprietà della famiglia Pinna. Un controllo accurato che è stato poi esteso anche ai terreni intorno, sempre di proprietà della famiglia del diciottenne.

Cani e uomini sono arrivati fino alla parte bassa della campagna, dove scorre un piccolo fiume: qui i carabinieri hanno scavato a lungo. Poi le attività si sono interrotte alle 14, anche perché i cani hanno un’autonomia limitata. Al momento non sarebbero emerse particolari novità ma nel pomeriggio di ieri è stato predisposto già il piano di ricerche dei prossimi giorni. Le operazioni riprenderanno infatti stamattina e continueranno per tutta la settimana.

Intanto, sul fronte investigativo, ieri mattina il tribunale del Riesame di Sassari (presieduto dal giudice Maria Teresa Lupinu) accogliendo la richiesta dell’avvocato Mattia Doneddu ha disposto la scarcerazione di Antonio Zappareddu, il 25enne di Pattada accusato di porto e detenzione di armi ma estraneo ai due delitti.

Il giovane era stato arrestato una prima volta lo scorso maggio insieme ai due presunti responsabili degli omicidi. Scarcerato un mese fa, sempre dal tribunale del Riesame per un vizio formale, era stato nuovamente arrestato su ordine della Procura di Nuoro. Nell’arco di quindici giorni il 25enne è quindi

entrato e uscito dal carcere per due volte. Eppure Zappareddu nulla ha a che fare con la morte di Monni e la scomparsa di Masala ed è per questo che l’avvocato Doneddu nella discussione davanti al Riesame ha chiesto con forza che venisse revocata la misura cautelare in carcere. Istanza accolta.

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