le reazioni

La politica invoca soluzioni: «Serve una legge più severa»

SASSARI. C’è chi ha condannato l’episodio con un post da consegnare ai social, chi ha scelto la strada del comunicato e chi si è limitato a condividere il brutale video dell’aggressione ai danni del...

SASSARI. C’è chi ha condannato l’episodio con un post da consegnare ai social, chi ha scelto la strada del comunicato e chi si è limitato a condividere il brutale video dell’aggressione ai danni del disabile di Olbia nel parcheggio di una discoteca di San Teodoro.

Matteo Salvini, leader della Lega Nord ha rilanciato la clip sulla sua pagina Facebook lasciando che i suoi followers si sbizzarrissero in commenti piuttosto lontani dal poltically correct.

Anche il deputato Vanna Iori (Pd)responsabile nazionale del partito per l'infanzia e l'adolescenza è rimasta sconvolta dalle immagini del pestaggio: «Le scuse dell'aggressore non possono cancellare lo sfregio compiuto, quella violenza gratuita che calpesta le fragilità».

«La Sardegna è dalla parte dei più deboli. E deve esserlo ancora di più – ha detto inveceil segretario nazionale del Partito dei Sardi, Franciscu Sedda – quando si vedono le immagini del diversamente abile picchiato da un altro sardo nell'indifferenza di altri sardi ancora si ha un motivo in più per lavorare per una Sardegna diversa da quella rappresentata in quelle immagini – ha sottolineato Sedda – una Sardegna che educhi ancor più profondamente al rispetto e che faccia della nonviolenza la sua ragion d'essere. Volgiamo una regione che insegni che è giusto stare dalla parte dei più deboli». «La vicenda del giovane disabile picchiato a San Teodoro non si deve affrontare solo con pene più severe, ma lo si deve fare con una vera educazione nei confronti delle disabilità fisiche sin dalla scuola e in tutti i luoghi di socializzazione», ha detto il segretario dell'Unione popolare cristiana, Antonio Satta, «serve la massima severità nei confronti di chi si è macchiato di questo crimine

ma serve anche un percorso per far capire a lui, e a chi la pensa come lui, il danno che ha fatto. Le scuse sui social sono tardive. E poi, sono davvero genuine? – conclude Satta – come ho detto, l'educazione nei confronti delle diversità fisiche e mentali dovrebbe iniziare nelle scuole».

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