mobilitÀ/proteste del comitato

Scuola, 50 docenti fanno la valigia

CAGLIARI. La sorpresa è arrivata nel cuore della notte con una e-mail dal Ministero dell'Istruzione: c'è chi insegnava a Cagliari e ora si ritrova in Abruzzo, in Piemonte o in Lombardia. Non è andata...

CAGLIARI. La sorpresa è arrivata nel cuore della notte con una e-mail dal Ministero dell'Istruzione: c'è chi insegnava a Cagliari e ora si ritrova in Abruzzo, in Piemonte o in Lombardia. Non è andata a tutti così male: la maggior parte dei prof è rimasta in Sardegna. Sono gli esiti dell'ultima fase della mobilità, in poche parole il piano di trasferimenti degli insegnanti. Il blocco di ieri riguardava i docenti della scuola media superiore. Nelle settimane scorse invece era toccato ai docenti delle elementari e delle medie. Subito all'attacco il "Comitato delle valigie", il gruppo di insegnanti che la scorsa estate aveva protestato contro i trasferimenti. In programma anche una manifestazione a Roma. La partenza è solo una parte del problema: nel mirino c'è tutto l'impianto della riforma della scuola. «La scuola è una cosa seria – attacca Bianca Locci, una delle leader della mobilitazione – La mobilità costringerà altri i docenti sardi a preparare la valigia e partire. La protesta andrà avanti e siamo pronti a manifestare a Roma con tutti i colleghi che hanno subito e subiranno le ingiustizie e i danni di questa riforma. Il Comitato delle valigie sarde, si è unito nella protesta con il Comitato 8000 esiliati faseBGae, che riunisce i docenti del sud Italia anche loro costretti a un massiccio esodo». La Cisl nei giorni scorsi aveva già protestato indicando i primi numeri parziali: cinquanta insegnanti costretti a prendere servizio fuori dalla regione. «Per il secondo anno consecutivo le regole della "buona scuola" volute dal Governo Renzi confermano di non poter rispondere alle esigenze degli operatori scolastici e in particolare degli insegnanti – aveva sottolineato Ignazio Ganga, segretario regionale – vedono complicata la propria esperienza professionale quando non si ritrovano assegnati a istituti lontani migliaia di chilometri da casa propria». Sos alla Regione da parte del sindacato. Per i docenti con le valigie, ma anche per chi resta, ora si tratta di compilare la domanda ai presidi per la cosiddetta chiamata diretta. La speranza di tornare presto

a casa è invece legata all'accoglimento dell'istanza di assegnazione provvisoria. Tanti rimpianti: «Si sarebbe potuto – continua Locci – fare un semplice piano di immissioni in ruolo trasformando i posti di organico di fatto in posti di organico di diritto. Sarebbe bastato davvero poco».

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Come trasformare un libro in un bestseller