Abbanoa, il dg resta al suo posto

La sospensione di Sandro Murtas: dalla Cassazione via libera al reintegro

CAGLIARI. Il direttore generale di Abbanoa, Sandro Murtas, resta al suo posto. Sospeso dall’incarico con un provvedimento del gip Giampaolo Casula e rimesso in sella dal collegio d’appello del tribunale, il dirigente ha ricevuto il via libera definitivo dalla Corte di Cassazione: ieri i giudici supremi di piazza Cavour hanno respinto il ricorso presentato dal pubblico ministero Giangiacomo Casula chiudendo, almeno su questo fronte, la partita tra la Procura e il gestore unico del servizio idrico in Sardegna. La sentenza verrà depositata nei tempi stabiliti dalla legge, il dispositivo anticipa comunque il ragionamento dei magistrati romani, in linea con quello del collegio cagliaritano presieduto da Claudio Gatti: i tre abusi d’ufficio contestati dal pm Pilia non bastano a dimostrare che Murtas abbia nel corso degli ultimi anni danneggiato la società regionale che dirige, al contrario le decisioni anche molto drastiche assunte da Murtas sarebbero compatibili con l’interesse generale dell’azienda. Mancando agli atti la prova del danno ingiusto - o dell’ingiusto vantaggio - il reato contestato dalla Procura non si integra, in altre parole non è stato commesso. Chiunque frequenti uffici giudiziari sa benissimo che due decisioni analoghe sugli stessi fatti, che arrivano da un organo collegiale e dalla Cassazione, rendono estremamente difficile il cammino accusatorio della Procura. Da qui l’ipotesi che il pm Pilia decida a breve per l’archiviazione di questa parte del procedimento penale. Secondo altre ipotesi - Pilia non ha commentato la decisione dei giudici di Roma - alcuni dei fatti qualificati finora come abusi d’ufficio potrebbero essere riqualificati come maltrattamenti. Resta l’incognita sulle valutazioni che la Procura farà sul copioso materiale arrivato negli ultimi mesi agli uffici di piazza Repubblica: esposti firmati da dirigenti, esposti elaborati da funzionari e anche esposti anonimi, finiti nel fascicolo di un’inchiesta aperta ormai più di tre anni fa e articolata su indagini ad ampio raggio che non riguardano solo Murtas.

Tornando alle ragioni dell’istanza di sospensione, accolta dal gip e revocata nei gradi successivi, il pm Pilia fa riferimento ai tre presunti abusi d’ufficio contestati a Murtas e all’ex amministratore unico Carlo Marconi nell’atto di chiusa indagine notificato il 20 luglio dell’anno scorso. A quei fatti se ne aggiungono due, che fanno parte degli atti d’indagine successivi. Il primo riguarda la posizione di un avvocato, da anni legale di Abbanoa, mai indagato. Il magistrato sostiene che il dg Murtas ha affidato allo studio cagliaritano un’attività di recupero crediti per milioni di euro senza alcuna procedura di evidenza pubblica. Ancora: nell’istanza d’interdizione la Procura fa riferimento al presunto demansionamento di una dirigente di Abbanoa, Valentina Figliola. La professionista, che attraverso l’avvocato Andrea Pogliani ha denunciato alla Procura una situazione di presunto mobbing, era stata trasferita senza alcuna motivazione formale dalla posizione di responsabile del recupero

crediti allo sportello clienti di Iglesias, per poi essere richiamata alla sede di Cagliari facendo capo a ragioni di salute. L’altra accusa riguarda l’assunzione senza selezione pubblica del dirigente Paolo Zoccheddu per curare il settore opere, in capo a un altro dirigente. (m.l.)

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