Vesuvius, la Regione in campo

Dopo l’annuncio della chiusura lunedì l’assessore Piras incontra l’azienda

ASSEMINI. Sulla vertenza Vesuvius, azienda siderurgica di una multinazionale inglese dell'acciaio che ha annunciato la chiusura del suo stabilimento nell'area area industriale di Macchiareddu (un altro è ad Avezzano, anche questo da eliminare), la Regione si mette fretta per non trovarsi poi nella condizione di dover chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati. Per questo l'assessore all'Industria Maria Grazia Piras ha anticipato a lunedì 26 settembre l'incontro che era stato programmato per la prima decade di ottobre con i sindacati per discutere delle scenario a tinte fosche che si è aperto sulla fabbrica di Macchiareddu, dove lavorano 105 dipendenti diretti e più o meno altrettanti nell'indotto. Tutta gente che si ritroverebbe sulla strada perchè, allo stato attuale, la società inglese non ha posto alternative allo smantellamento dei due siti produttivi e alla conseguente mobilità per le maestranze.

Al vertice fissato in assessorato è stata invitata anche l'azienda, che giusto tre giorni fa ha ribadito con una nota le ragioni della decisione di abbandonare Macchiareddu e Avezzano. «Il Gruppo deve allineare la propria capacità produttiva di refrattari per il flow control alle richieste del mercato – è scritto nel documento – al fine di mantenere un posizionamento competitivo e continuare a fornire ai propri clienti servizi di alta qualità, nonostante le attuali difficili condizioni di mercato. Lo stabilimento di Assemini è il sito meno competitivo dal punto di vista dei costi tra tutti gli altri stabilimenti della divisione flow control in Europa, Medio Oriente e Africa. Quello di Avezzano, invece, è focalizzato sui prodotti slide-gate e sarà chiuso per bilanciare l'attuale capacità produttiva del Gruppo». Tuttavia, è precisato nella nota, «l'azienda è disponibile fin da subito a iniziare la discussione per individuare la migliore soluzione in grado di minimizzare l'impatto sociale sui complessivi 186 dipendenti coinvolti, coerentemente con la cultura del Gruppo». Come dire che sullo smantellamento delle due fabbriche non si torna indietro, ma è disponibile a valutare un percorso che renda meno amara alle maestranze la pillola della perdita del posto di lavoro.

Intanto proseguono le iniziative politiche per scongiurare la fuga della Vesuvius da Macchiareddu. Dopo il duro attacco alla società inglese e alla classe politica nazionale e regionale da parte del sindaco di Assemini, Mario Puddu (Movimento Cinquestelle),

anche il deputato sardo pentastellato Andrea Vallascas ha mosso i suoi passi presentando una interrogazione al ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, invitandolo a verificare le reali motivazioni della scelta della Vesuvius di chiudere i suoi due stabilimenti in Italia.

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