Attentato a Segariu bruciata l’auto del sindaco

Distrutta la Clio di Andrea Fenu, era parcheggiata davanti alla sua casa a Guasila Solidarietà da parte del governatore Pigliaru: «Un altro gesto ingiustificabile»

GUASILA. L'attacco ai rappresentanti delle istituzioni sembra non aver soste. Erano appena passate 24 ore dalle auto bruciate a Orotelli alla figlia del sindaco e a tre carabinieri che nella notte è stata incendiata la Renault Clio del sindaco di Segariu, Andrea Fenu, che abita nella vicina Guasila. Nessun dubbio che si sia trattato di un atto doloso e quindi intimidatorio contro il capo dell'amministrazione comunale del piccolo paese della bassa Marmilla. I carabinieri della compagnia di Sanluri, diretti dal capitano Giovanni Mureddu, e i vigili del fuoco dello stesso centro campidanese dicono di non aver trovato elementi per poter parlare di attentato incendiario certo, ma si intuisce che l'ipotesi maggiormente credibile e sulla quale gli investigatori stanno lavorando è proprio quella. Il sindaco Fenu, 38 anni, sposato e con un figlio, guardia giurata con compiti amministrativi in un istituto di vigilanza, ha detto ai militari di non riuscire a spiegarsi i motivi dell'attentato, di non aver avuto controversie con nessuno. Secondo lui, quanto accaduto è riconducibile alla sua attività amministrativa. Una evenienza che comunque sembra proprio in questo momento contrastare con quanto sta accadendo in paese: il sindaco è apertamente schierato e si sta battendo con i suoi cittadini per riavere a Segariu la scuola di primo grado soppressa e trasferita a Furtei. Ma non c'è da scordare un altro inquietante episodio avvenuto il 19 luglio quando al vicesindaco Alex Lai, 24 anni, venne recapitata nella cassetta della posta una pallottola calibro 9. In quella circostanza il sindaco Fenu ritenne il gesto una bravata, ma pur sempre un atto di viltà. Di atto vile ha parlato adesso il vicesindaco nel commentare l’attentato . «Sono persone che sanno solo agire vigliaccamente». Mancava un quarto d'ora alle 2 quando gli incendiari (ma potrebbe essere anche solo uno) sono entrati in azione in via Grazia Deledda a Guasila, dove il sindaco di Segariu abita con la famiglia. Hanno dato fuoco alla Clio parcheggiata davanti alla casa unifamiliare. È stato lo stesso Andrea Fenu ad accorgersi che stava bruciando la sua auto. Immediata la chiamata ai vigili del fuoco di Sanluri e ai carabinieri, accorsi sul posto. Ma quando sono arrivati a Segariu della macchina erano rimasti solo la carrozzeria e gli interni bruciati. I pompieri sono risuciti a evitare con l'idrante che scoppiasse la bombola che alimentava l'impianto a gas della vettura. Gli stessi vigili del fuoco erano intervenuti precedente­mente a Genuri, sempre nella bassa Marmilla, dove era stata data alle fiamme una Skoda Fabia parcheggiata in piazza Pintus. Subito è arrivata la solidarietà del governatore Francesco Pigliaru. «Sono troppi i gesti intimidatori e vandalici a cui la Sardegna assiste. Sono atti vili e ingiustificabili contro cui esprimiamo ferma condanna, e che non appartengono a una società civile. Siamo sul punto di avviare i progetti per dotare i Comuni di strumenti utili alla sicurezza». Sul grave atto intimidatorio sono intervenuti anche il presidente del consiglio regionale, Gianfranco Ganau, e quello dell'Anci Sardegna, Pier Sandro Scano, che hanno fermamente condannato l'accaduto. «Il sindaco di Segariu non deve sentirsi solo – dice Ganau – così come il primo cittadino di Orotelli

e tutti gli amministratori locali vittime negli ultimi mesi e anni di inaccettabili crimini». Dal presidente dell'Anci arriva solidarietà, oltre che al sindaco Fenu e alla sua famiglia, all'intera comunità di Segariu. «Atti criminali e indegni che vanno combattuti con tutte le nostre forze».

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