Stop ai “pirati” dei rifiuti: la taglia contro chi sporca

Dopo la “gogna fotografica” per gli incivili proposta dal sindaco di Olbia Settimo Nizzi spuntano nuove idee. Da Sorso la proposta più clamorosa: «Chi segnala i trasgressori sarà premiato»

SASSARI. A Sorso hanno deciso di saltare le mezze misure: sulla testa degli imbrattatori anonimi penderà una taglia. L’idea è ancora un embrione ma il sindaco, Giuseppe Morghen, è già andato oltre: «Chi segnalerà i trasgressori potrebbe ricevere un vantaggio, magari uno sconto nella Tari». Dopo i camion vela di Olbia, su cui verranno stampati i faccioni di chi sarà immortalato mentre getta i rifiuti in cmapagna, è la volta del wanted alla maniera del vecchio west. Nella speranza che la ricerca dello sporcaccione di turno non preveda la postilla del “ vivo o morto”.

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La fantasia non manca perché, infondo, il fenomeno delle discariche selvagge è una grande zona d’ombra nella gestione dei rifiuti. Un buco nero che sembra in espansione da quando è entrata in vigore la raccolta differenziata dei rifiuti. E i primi cittadini corrono ai ripari. Ognuno a modo suo.

Sassari. La differenziata è coperta per il 70 per cento dal servizio di raccolta stradale su cassonetto mentre il resto è porta a porta, ma funziona quasi esclusivamente nelle borgate. La percentuale di spazzatura differenziata è in crescita ma supera il 50 per cento solo grazie al porta a porta: «Servirebbe più coscienza civica – spiega il sindaco, Nicola Sanna – ma comunque abbiamo raggiunto ottimi risultati nella raccolta della carta, per esempio». Nella lotta alle discariche abusive e agli imbrattatori è scesa in campo una task force: «Vigili urbani in città e barracelli in campagna. Abbiamo multato chi buttava le cicche in strada proprio per dare un segnale e provare a educare i cittadini indisciplinati. Ma la realtà è che dovremo iniziare a pagare la produzione di spazzatura ai cittadini, come fanno nei supermercati dove c’è sempre al fila di chi conferisce la plastica», conclude Sanna.

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Alghero. L’educazione è un mantra anche nella riviera del corallo: «Le multe vanno bene e le nostre sono davvero salate, da 2600 euro a 26mila – dice l’assessore all’Ambiente, Raniero Selva – ma la repressione non è l’unica via, anzi. Siamo convinti che mettere alla berlina chi sporca non risolva il problema. Stiamo puntando su un gruppo di volontari che presto inizierà a informare i cittadini e a educarli alle corrette pratiche di conferimento. Accadrà nelle case ma anche, e soprattutto, nelle scuole». La percentuale di differenziata algherese è in crescita e dal 33,2 per cento dell’anno scorso si è passati al 36,16 dell’ultimo agosto.

Sorso. Non ci sono solo le taglie. Molto presto le tre telecamere che sorvegliano le campagne diventeranno sei e i risultati lusinghieri raggiunti dal Comune potrebbero essere clamorosi: «Nel centro abitato raggiungiamo l’80 per cento ma nelle campagne siamo più bassi – spiega il sindaco – sono convinto che con l’aiuto dei cittadini potremo arrivare al 100%». Sulla provocazione che arriva da Olbia, Morghen è attendista: «Se funziona, potrebbe essere una buona idea. Dobbiamo difendere il nostro territorio dai pochi che lo imbrattano con la loro spazzatura. E se le multe non bastano metteremo le taglie». E magari anche i camion vela.

La Maddalena. Nell’arcipelago la raccolta differenzia non è un problema: «Da marzo non siamo mai scesi sotto il 75 per cento, nonostante l’estate – dice l’assessore all’Igiene urbana, Gianluca Cataldi – e non ci sono discariche abusive nelle campagne. Piuttosto la nostra isola vive il problema dell’abbandono diffuso che stiamo provando a combattere con le fototrappole e con i controlli lungo le strade panoramiche, dove purtroppo ci sono i rifiuti». L’idea di esporre i cittadini al pubblico ludibrio non sembra troppo eccitante: «Alcuni lo meriterebbero ma preferiamo produrre e distribuire un video che indichi i costi che i cittadini devono sopportare per rimediare ai comportamenti dei loro compaesani. Potrebbe essere più utile».

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