nuova iniziativa dell’autorità garante

L’Agcm: «Abbanoa illegittima?»

In una lettera dubbi sui rapporti con Egas e sul controllo degli atti

CAGLIARI. Dopo che il Tar Lazio ha revocato la sanzione da un milione di euro inflitta per una serie di presunte irregolarità nei rapporti con gli utenti, l’Agcm - Autorità garante della concorrenza e del mercato - prende ancora una volta di mira Abbanoa con due note ultimative che riguardano il controverso problema del controllo analogo degli atti, vale a dire il controllo che la Regione esercita su una società esterna all’ente così come su qualsiasi altro servizio interno. L’Autorità, partendo da una segnalazione, sostiene che mancherebbe il potere di controllo analogo su Abbanoa da parte di Egas, l’ente di governo dell’ambito della Sardegna, che ha da sempre rapporti piuttosto tesi con la società di viale Diaz. L’Agcm entra nel dettaglio quando specifica che Egas non avrebbe neppure i poteri di nomina e di revoca degli organi societari di Abbanoa, dal direttore generale al consiglio di amministrazione, fino al collegio dei revisori. Questo perché a detenere la maggioranza del capitale sociale di Abbanoa non sono i comuni ma la Regione. Ma c’è dell’altro: richiamandosi a una scelta che risale al 2004 l’Agcm manifesta dubbi sulla legittimità dell’affidamento stesso da parte della Regione ad Abbanoa del servizio idrico integrato perché è avvenuto senza una gara pubblica, mentre a giudizio dell’Autorità garante sarebbe stata necessaria una procedura di selezione. Resta un mistero il perché l’Agcm proponga questi interrogativi solo adesso, a distanza di dodici anni dalla nascita di Abbanoa. Allo stesso tempo è innegabile che se i dubbi dell’Autorità fossero fondati, Abbanoa svolgerebbe il proprio compito in condizioni di aperta illegittimità.

Ma la posizione della società regionale rispetto ai problemi posti dall’Agcm - che ha inviato una nota anche a Egas - è del tutto diversa e alla Regione si parla dell’iniziativa dell’Autorità come di un grave svarione. Abbanoa infatti, così come emerge dai carteggi fra le direzioni generali della società regionale e di Egas, garantirebbe il controllo analogo fornendo all’ente di governo per via telematica tutti gli atti necessari a compiere ogni verifica di legge. I poteri di nomina e di revoca dei vertici aziendali - secondo Abbanoa e secondo la Regione - sarebbero in capo all’amministrazione pubblica in virtù del fatto che la concessionaria del servizio è una società in house, una configurazione sulla quale si è espressa positivamente anche l’Unione Europea quando ha concesso alla Regione la possibilità di capitalizzarla. Ed è questo che, in estrema sintesi, i legali di Abbanoa hanno risposto all’Autorità garante. Difficile, considerati i rapporti complessi tra Abbanoa ed Egas, che la

vicenda resti ciscoscritta a uno scambio di lettere. Dubbi sul rispetto del potere di controllo analogo da parte di Egas sono stati espressi anche dall’avvocatura dello stato, mentre copie della corrispondenza in corso tra società, enti e Agcm sono state trasmesse alla Procura della Repubblica.

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