Edilizia, 328 imprese spazzate via

Il report di Confartigianato sull’ultimo anno. Dal 2008 persi 35mila posti di lavoro

SASSARI. Nell'ultimo anno in Sardegna 328 imprese sono state spazzate via dalla crisi. Non solo, dal 2008 a oggi sono stati dimezzati i posti di lavoro: meno 35.600. Sono i dati di Confartigianato edilizia. «È come se in una città grande come Nuoro – spiega il presidente Giacomo Meloni – non lavorasse nessuno. Un calo senza eguali in Italia». Nell'isola, secondo le cifre fornite dall'organizzazione, alla fine dello scorso giugno erano 18.442 le imprese che si occupavano di costruzioni: quelle artigiane erano 10.559 (il 57,3 per centi). Queste ultime, negli ultimi 12 mesi hanno registrato una flessione del 3 per cento, con la relativa perdita di 328 aziende (saldo tra aperture e chiusure). Per frenare la moria di imprese Confartigianato ha chiesto un incontro sulla legge urbanistica all'assessore Cristiano Erriu. L'organizzazione assicura massima collaborazione. «Abbiamo comunicato a Erriu questa nostra disponibilità chiedendo, contestualmente, un incontro. Siamo molto preoccupati – sottolinea Meloni – per l'approvazione, visto che nessuno sembra parlare più della Legge e mancano circa due mesi e mezzo alla fine dell'anno».

A livello territoriale, tra le imprese artigiane edili è forte il calo in provincia di Oristano: meno 4,2% (perse 43 imprese). Seguono Cagliari con meno 3,1% (meno 109), Nuoro con meno 2,8% (perse 63) e Sassari con -2,7 (113 chiuse). Per l'associazione artigiana ci sono più soluzioni praticabili: «Una delle chiavi per la ripresa è sotto i nostri occhi, sta nella ristrutturazione e nella riqualificazione energetica di oltre 90mila immobili e abitazioni vecchie e in cattive condizioni. Tale segmento di mercato è l'unico ad aver registrato un incremento nel corso degli anni, soprattutto grazie agli incentivi fiscali rafforzati che, come è stato annunciato dal governo, saranno riconfermati». Sul Codice degli appalti è invece ancora buio quasi totale: «Su questo passaggio c'erano e ci sono tantissime aspettative – conclude Meloni - ma la riforma si compirà solo con l'emanazione di tutti i decreti a corredo e con l'emanazione delle “soft law”, ovvero gli strumenti innovativi di regolazione».

Pd. Sui dati di Confartigianato è scontro politico. «Confermano un trend decennale che riguarda il settore dell’edilizia e che viene dal 2009, dai primi anni della crisi – dice il senatore dem Silvio Lai –. Pensare di ritornare ai numeri pre-crisi è impossibile ma è urgente individuare strumenti legislativi che diano una scossa all’intero comparto. Occorrono un grande lavoro di riconversione delle professionalità dell’edilizia e una nuova legge urbanistica che crei le condizioni perché operare nell’edilizia, nel rispetto del Ppr, e in maniera trasparente, sia modernizzato e semplificato e soprattutto perché si facciano le scelte che accompagnino un’idea di sviluppo».

Forza Italia. Per Ugo Cappellacci, invece, la colpa è tutta di Pigliaru. «I dati certificano il fallimento della politica degli annunci – attacca il coordinatore regionale

di Forza Italia –. In due anni e mezzo la giunta è stata capace solo di tornare al Ppr di Renato Soru, rinnegato dal suo stesso creatore a suon di ricorsi, e di cancellare il Piano casa, che negli anni passati ha invece rappresentato una boccata d’ossigeno per imprese e per lavoratori».

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