Abbanoa, impossibile conciliare le bollette

Palleggio di accuse tra la società regionale e l’Adiconsum, migliaia di pratiche arenate negli uffici

CAGLIARI. Tempi duri per chi riceve una bolletta Abbanoa, una di quelle bollette strane, che appaiono ingiuste. La soluzione sarebbe tentare la conciliazione, ma l’Adiconsum non ha i mezzi e il personale per far fronte alle migliaia di procedure e Abbanoa accusa l’associazione di aver opposto un «blocco unilaterale» e di «comportamento meramente pretestuoso e dilatorio» che a leggere la nota firmata dal direttore generale Sandro Murtas sarebbe rivolto soltanto a «posticipare le azioni di messa in mora e recupero del credito». La replica di Adiconsum? Qualcosa di più di una replica, perché sono tredici pagine fitte di riferimenti documentali, che il presidente Giorgio Vargiu ha inviato anche all’Autorità per l’energia (Aeegsi), all’Autorità garante del mercato (Agcm) e all’organismo regionale di controllo.

Un’iniziativa che suona come l’ennesima denuncia di un rapporto, quello tra Abbanoa e gli utenti, a dir poco problematico. Il dato di partenza di questa nuova controversia è la direzione di Abbanoa a fornirlo: le pratiche di conciliazione pendenti sono 2400, un numero che la dice lunga sull’intensità del contenzioso in atto. Non certo una novità, visto che già nel 2009 la società che gestisce il servizio idrico e l’associazione dei consumatori avevano raggiunto con gran fatica un accordo per gestire tavoli di conciliazione coi clienti Abbanoa, dove Adiconsum avrebbe dovuto tutelare gli interessi e i diritti degli utenti. Negli anni il contenzioso è cresciuto smisuratamente ed è qui, sulle ragioni di quest’eterno scontro tra la società regionale e gli utenti, che va avanti la battaglia tra Adiconsum e Abbanoa, tra ricorsi ai tribunali, interventi delle autorità di controllo e polemiche infinite.

Le posizioni sono naturalmente lontane: Adiconsum scrive nella nota di replica che «il contenzioso è generato da Abbanoa coi propri disservizi e con le pratiche scorrette». Ma quando l’utente presenta reclamo - scrive Vargiu - e non ricevendo risposta presenta domanda di conciliazione facendosi assistere da un’associazione dei consumatori, accade ciò che non dovrebbe accadere: l’accordo - secondo Adiconsum - era che l’avvio della conciliazione sospendesse ogni procedura di riscossione. Al contrario - così sostiene Vargiu - partono le intimazioni di slaccio nei confronti di utenti che poi bussano alla porta di Adiconsum. Insomma: un pasticcio, la cui responsabilità è l’oggetto di quest’ultimo palleggio. Una cosa è certa: il tavolo di conciliazione, così com’è organizzato, non basta a smaltire il contenzioso. Troppe pratiche, le persone incaricate non bastano. Per questo Abbanoa ha invitato Adiconsum a partecipare a un incontro con

Carlo Pilia, docente ed esperto di conciliazione, per verificare le abilitazioni di nuovi conciliatori e allargare il campo. Insomma, un tentativo di aprire più tavoli per affrontare più pratiche, con un arbitro imparziale come un docente universitario. Basterà? (m.l)

 

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