Il 17enne morto in casa a Illorai, è stato il cuore a tradirlo

Massimiliano Delogu soffriva di una malformazione congenita Nessun legame con l’operazione di appendicite. Folla immensa ai funerali

ILLORAI. Massimiliano Delogu se n’è andato a 17 anni a causa di una malformazione cardiaca, una malattia congenita. La sua morte non ha niente a che vedere con l’operazione di appendicite subita una ventina di giorni prima all’ospedale San Francesco di Nuoro: l’intervento era stato eseguito senza alcun problema. A togliere ogni dubbio è stata l’autopsia disposta dal pubblico ministero Manuela Porcu. Gli stessi genitori di Massimiliano, Antonietta e Mario, stravolti da dolore, ringraziano «tutto lo staff medico dell’ospedale di Nuoro per le cure e la professionalità dimostrata».

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La tragedia. In un primo momento la coincidenza temporale aveva fatto pensare che la morte del ragazzo potesse essere collegata all’intervento chirurgico, anche perché pochi giorni fa Massimiliano era ritornato in ospedale a Nuoro per sottoporsi a una nuova visita: la ferita non cicatrizzava e i suoi familiari erano preoccupati. I medici però erano stati rassicuranti e il ragazzo era stato rimandato a casa. Qui il 17enne, studente all’istituto Agrario di Nuoro, trascorreva i giorni di riposo successivi all’intervento. Lunedì mattina è stata la sorella Monica ad accorgersi che non respirava più. Massimiliano se n’è andato nel sonno. I fratello minore Stefano lo aveva salutato con la buonanotte la sera prima come faceva di solito. I genitori la mattina di lunedì erano andati a lavorare come sempre, certi di affrontare una giornata uguale alle altre. In casa era rimasta solo Monica. Ed è stata lei a fare le terribile scoperta.

La famiglia sotto choc.La malattia di cui Massimiliano soffriva non si era mai manifestata in alcun modo prima di lunedì. «Conduceva una vita normalissima, era forte e vigoroso, aiutava il padre nei lavori di campagna e andava a scuola come ogni ragazzo sano», dicono alcuni familiari del ragazzo. Ancora increduli di fronte alla tragedia che ha commosso l’intera comunità.

I funerali. Una folla enorme, tantissimi i ragazzi, per l’ultimo saluto a Massimiliano. Ieri pomeriggio i funerali dello sfortunato diciassettenne sono stati celebrati da don Mario Curzu, parroco di Bono e amministratore parrocchiale di Illorai fino a nuova nomina: è recentissima la scomparsa di don Andrea Bechere, il parroco del paese. Don Curzu si è rivolto ai genitori, al fratello, alla sorella, al nonno Costantino e alle nonne Maria e Giovanna: « La fede ci aiuterà a vivere questo momento con la luce della speranza cristiana». Il feretro del giovane, coperto da rose bianche, è stato portato in spalla dalla sua abitazione fino alla chiesa parrocchiale di San Gavino dai suoi più cari amici, in segno di rispetto e affetto. Gli altoparlanti posti sul campanile hanno permesso alle tante persone rimaste fuori dalla chiesa per mancanza di spazio di ascoltare la messa e le parole gentili del sacerdote su Massimiliano: «Era un ragazzo d’oro – ha detto don Curzu – pieno di carità e di amore verso il prossimo».

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