Poste, domani lo sciopero generale

Mobilitazione contro la privatizzazione, servizi garantiti solo negli uffici centrali

SASSARI. L’appuntamento è a Cagliari, in viale Bonaria, ma la protesta dei dipendenti di Poste Italiane paralizzerà anche moltissimi uffici postali dell’isola che resteranno chiusi per tutta la giornata di domani: «Saranno garantite solo le accettazioni delle raccomandate, la spedizione dei pacchi e le notifiche giudiziarie – spiega Timoteo Baralla, segretario generale della Cisl Slp, uno dei sindacati dei lavoratori postali – ma solo nelle sedi centrali».

Insieme ai tesserati della Cisl ci saranno anche quelli delle altre sigle sindacali (Slc Cgil, Failp Cisal, Confsal Com, Ugl Com), ma non ci sarà la Uil, che ha scelto di non aderire allo sciopero. La protesta, organizzata su scala nazionale, parte da due aspetti che non sono andati giù ai lavoratori quando gli è stato presentato il piano di privatizzazione del servizio voluto dal governo: «Non ne capiamo le motivazioni – aggiunge Baralla – il governo dice che si tratta di un’operazione studiata per ridurre il debito pubblico ma le poste da 12 anni a questa parte hanno il bilancio in attivo. E poi, se il servizio passasse in mano ai privati cosa succederebbe ai portalettere e agli uffici periferici?».

Ecco perché domani i lavoratori

di Poste Italiane chiederanno che il 51 per cento delle quote societarie restino di proprietà pubblica e che, in questo modo, tra i 3600 occupati in Sardegna non ci siano i 750 esuberi che i sindacati hanno suddiviso in 350 addetti alla logistica e 400 impiegati nell’amministrazione.

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