Via libera, la Bper si trasforma in spa

La casa madre del Banco di Sardegna diventa una società per azioni, nessun effetto diretto per l’istituto di credito

SASSARI. Bper da oggi riscriverà la propria storia, che non sarà più la lunga vicenda di una banca cooperativa ma della società per azioni in cui ovviamente comanda chi, in un modo o nell’altro, ha il controllo dell’azionariato. E la trasformazione del gruppo Bper interessa da vicino anche il Banco di Sardegna che fa parte del gruppo e che detiene una piccola percentuale di quote societarie attraverso la Fondazione di Sardegna.

Quella di ieri è stata l’ultima assemblea tradizionale in cui i soci, così come avveniva da tanti anni, si sono ritrovati per le votazioni ma soprattutto per una particolare occasione di incontro fra persone accomunate dalla scelta di appartenere al novero dei soci di un prestigioso istituto di credito. Il rituale del voto questa volta diventava secondario e scontato ancor più rispetto al passato perché l’approvazione della trasformazione in spa era previsto avvenisse per alzata di mano, così come per le altre deliberazioni di minore impatto sul futuro. La fine di un’epoca e d’altra parte è vero che il sistema bancario sta subendo trasformazioni significative e Bper vuole dimostrare una volta di più di essere al passo con i tempi. Un dato importante dell’assemblea è l’assenza del presidente Ettore Caselli. Alla vigilia dell’incontro si era diffusa la voce della sua volontà di dimettersi dall’incarico, forse anche perché a 74 anni può accadere di sentire il peso gravoso di una carica così impegnativa. Da una parte l’assenza di Caselli «per un’indisposizione tipica di questa stagione» e dall’altra l’amministratore delegato Alessandro Vandelli che a domanda precisa sulle possibili dimissioni di Caselli non ha voluto smentire, preferendo solo ricordare che l’incarico scadrà nel 2018. L’assemblea è stata gestita dal vicepresidente Alberto Marri ma Caselli ha inviato il proprio saluto per iscritto: «Oggi è un giorno storico per la nostra banca – ha scritto Caselli – Mentre stanno ormai per compiersi 150 anni dalla sua fondazione Bper muta il suo stato da società cooperativa a società per azioni. Si tratta di una trasformazione che non abbiamo concorso a determinare, ma che affrontiamo con grande serenità, guardando con fiducia al futuro. All'appuntamento la nostra banca si presenta con fondamentali di prim'ordine, con un coefficiente di patrimonializzazione che la pone ai vertici nazionali e europei con risultati economici oltremodo soddisfacenti». L’amministratore delegato, invece, ha lasciato intendere una volta di più che dopo la trasformazione in spa nel 2017 sarà tempo di aggregazioni e che «la Lombardia è un territorio

strategico e che da quelle parti abbiamo degli amici». Sulla possibile fusione con le banche della Valtellina ha precisato «bisogna essere rispettosi dei tempi, dei modi e delle volontà degli altri, quindi per vedere se faremo un'operazione di aggregazione bisognerà aspettare i prossimi mesi».

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