la classifica di opera wine

La bibbia dei vini incorona l’isola: quattro rossi nella top 100 d’Italia

SASSARI. La Cantina di Santadi surclassa Sting. Il Terre brune conquista un posto nella classifica dei 104 migliori vini italiani stilata da OperaWine, l’evento Usa che anche nel 2017 aprirà il...

SASSARI. La Cantina di Santadi surclassa Sting. Il Terre brune conquista un posto nella classifica dei 104 migliori vini italiani stilata da OperaWine, l’evento Usa che anche nel 2017 aprirà il Vinitaly di Verona. Una prestigiosa graduatoria che vede l’uscita della rockstar con il suo Sister moon e l’ingresso delle cooperative. Tra cui appunto la Cantina di Santadi con il Carignano del Sulcis Terre Brune 2010. Ma nella carica dei 104 vini ci sono anche altri tre sardi, tutti presenti nella classifica di un anno fa. Si tratta dell’Isola dei nuraghi Barrua 2009, prodotto dall’Agricola Punica, del Romangia Rosso Dettori 2007, prodotto dalle Tenute Dettori di Sennori, e dell’Isola dei nuraghi Turriga 2012, della cantina Argiolas.

Dominio toscano. La Sardegna, dunque, guadagna posizioni nella graduatoria a guida Toscana, presente con ben 30 vini. Quasi un terzo del totale. E tutti vini già presenti nella passata edizione. Al secondo posto c’è il Piemonte con 16 vini, di cui due sono new entry. Terzo in classifica è il Veneto con 14 vini, tra cui quattro novità.

La carica dei 104. Fino al 2015 la prestigiosa rivista Wine Spectator selezionava i migliori cento vini italiani. Cento e non uno di più. Ma in alcuni casi escludere qualcuno si fa troppo difficile. E così un anno, per la prima volta, la lista dei numeri uno è aumentata di una unità e quest’anno addirittura portata a quota 104. Con al suo interno ben 20 nuovi ingressi.

Il debutto di Santadi. Una graduatoria in cui quest’anno trovano posto anche le cooperative. Precisamente due: la piemontese Produttori del Barbaresco con il Barbaresco Asili Riserva 2009 e appunto la Cantina di Santadi con il Terre Brune. Due new entry che vanno a prendere il posto di vini che potevano vantare (anche) produttori non proprio sconosciuti, come il cantante Sting, dal 1999 produttore di vini insieme alla moglie Trudie Styler nella loro tenuta Palagio, in provincia di Siena, e l’imprenditore Oscar Farinetti, patron di Eataly, che in passato figurava in graduatoria con i vini della sua cantina Mirafiore.

Le conferme isolane. Gli altri vini “made in Sardinia” sono tre conferme. Tre veterani della OperaWine, anche se di annate diverse. Un anno fa fu inserita in classifica l’Agricola Punica con l’Isola dei nuraghi Barrua, anno 2012, mentre ora la scelta è caduta sul 2009. Stesso discorso per il Romangia Rosso Dettori delle Tenute Dettori di Sennori (passato dal 2001 al 2007) e per l’Isola dei nuraghi Turriga della cantina Argiolas di Serdiana (dal 2010 al 2012).

Barolo al top. Tra i vini il Barolo è quello che è stato scelto più volte: sono ben 11 le etichette presenti nella OperaWine 2017 (Conterno, Cavallotto, Damilano, Cogno, Giacosa, G. Mascarello, Sandrone, Massolino, Scavino, Ratti, Vietti). Al secondo posto, ma ad appena una lunghezza, un altro rosso, il Brunello di Montalcino, con 10 etichette: Altesino, Biondi Santi, Casanova di Neri, Banfi, Il Poggione, Frescobaldi, Mastrojanni, San Felice, Pacenti, Valdicava.

Sul terzo gradino del podio l’Amarone con 7 presenze in classifica: Allegrini, Bertani, Masi, Tedeschi, Tommasi, Zenato e la new entry Cesari. I 104 vini, come anticipato ieri dal Corriere della Sera, apriranno l’edizione 2017 del Vinitaly di Verona l’8 aprile.

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