Innovazione, la sassarese Abinsula brilla al Motorshow di Bologna

La start up sarda presenta i suoi programmi intelligenti che aiutano la guida

SASSARI. Il presente sono i software installati su diverse vetture in commercio delle marche più prestigiose. Il futuro sarà un progetto con Ibm.

L’Università degli studi di Sassari e l’azienda Abinsula si sono presentate insieme al Motorshow di Bologna per illustrare i frutti di una collaborazione nata nel CubAct, l’incubatore dell’ateneo sassarese, all’insegna della ricerca e dell’innovazione.

La grande fiera dedicata al mondo dei motori ha accolto in questi giorni tra i suoi stand anche i prodotti ideati dal 2012 dalla pluripremiata startup sarda, una realtà che in tre anni è arrivata a conquistare una posizione di leader tra le aziende accreditate nel mondo automotive per la capacità di innovazione tecnologica. Con tre sedi tra Sassari, Cagliari e Torino, 45 tra dipendenti e collaboratori e un fatturato di tre milioni di euro.

La partecipazione è stata possibile grazie al progetto "Università & Start up" promosso dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane.

Se l’apertura della fiera è stata l’occasione per fare un bilancio pubblico del rapporto tra Abinsula e Uniss - rappresentata dal professor Gabriele Mulas, delegato del Rettore dell’Università di Sassari per il Trasferimento tecnologico - la partecipazione al Motorshow ha fornito l’occasione di confrontarsi con espositori, manager di case automobilistiche e fornitori di elettronica. Sono tante le vetture in esposizione che utilizzano i software di Abinsula nei cruscotti, nei radionavigatori e nei sistemi telematici.

Per Abinsula e Uniss si è anche aperto il mondo dei software per minicar, grazie alla partecipazione alla Fiera dei prodotti della cosiddetta formula Sae, monoposto costruite dagli studenti in ambito accademico.

Nel corso di tutto il motorshow Abinsula ha mostrato i suoi due prodotti principali: Ability e Abiot: il primo è il sistema operativo made in Sardinia già in uso in diversi mezzi di trasporto, dalle auto ai trattori, dai camion a mezzi industriali per le cave; il secondo è una piattaforma web per il cosiddetto “internet delle cose”, utilizzata per gestire flotte o altri oggetti, come automobili connesse, sistemi connessi in ambito medicale.

Il Motorshow è stata infine l’occasione per dialogare di “Cerbero”, progetto finanziato dal programma Horizon 2020 coordinato da IBM Israele che coinvolge Abinsula e Uniss.

Le attività partiranno nel gennaio del 2017 nel corso di un meeting internazionale

che si terrà a Sassari. Un altro risultato del riuscito connubio isolano tra la ricerca scientifica di un’università innovativa e il dinamismo imprenditoriale di un gruppo di giovani votati al futuro che vede, entrambi, ostinatamente impegnati a promuovere lo sviluppo del proprio territorio.

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