Nuovi indizi sull'omicidio di Stefano Masala, si cerca il corpo nel lago

Delitti di Orune e Nule. I sub dei carabinieri in azione in un punto preciso dell’invaso Sos Canales a Buddusò. Nuovi indizi? Presenti anche il padre e il fratello di Stefano: «Giusto essere qui». Lunedì l’udienza per Pinna

NULE. Sei ore di lavoro intenso, dentro l’acqua e fuori, nell'invaso di Sos Canales, a Buddusò. Vegetazione perlustrata in lungo e in largo, un’attività sinergica condotta da professionisti nella speranza di recuperare anche la più piccola traccia che potesse ricondurre a lui, Stefano Masala. Ma martedì le nuove ricerche disposte dalla Procura di Nuoro non hanno dato l’esito atteso: il trentenne di Nule scomparso nel nulla il 7 maggio del 2015 (il giorno prima dell’omicidio dello studente di Orune Gianluca Monni) non si trova.

Il reparto sommozzatori dei carabinieri è partito da Cagliari alle sei del mattino e alle nove sono cominciate le immersioni. Nel frattempo, nella zona intorno al lago sono andate avanti per ore le ricerche dei carabinieri della compagnia di Bono, coordinati dal capitano Matteo Paulis, e dei cacciatori di Sardegna. Ma non c’erano solo gli uomini dell’Arma. Anche Marco Masala, padre di

Stefano, e Giuseppe, il fratello del trentenne – regolarmente autorizzati dal magistrato – hanno preso parte alle ricerche.

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