Record di assegni per la disoccupazione in Sardegna, 10mila solo in Gallura

Le richieste presentate all’Inps arrivano dagli stagionali. La metà delle domande proviene dal settore del turismo

OLBIA. Seconda dopo Rimini. Ma stare sul podio, in questo caso, non è affatto un vanto per Olbia. Seconda città a livello nazionale per numero di domande di disoccupazione presentate all’Inps: 10mila l’anno. Un dato fortemente legato alla stagionalità del territorio, con oltre il 50 per cento di pratiche relative a lavoratori con contratti stagionali impiegati nel settore turistico.

Diecimila pratiche Naspi. La fotografia impietosa della disoccupazione emerge dagli stessi uffici dell’Agenzia complessa di Olbia dell’Inps dove sabato scorso, i dipendenti, anziché godersi il loro giorno di riposo, hanno deciso di rinchiudersi per l’intera mattinata negli uffici del palazzone bianco, in via Caduti sul Lavoro, vicino all’aeroporto “Costa Smeralda”, per sbrigare una parte dell’arretrato di pratiche di disoccupazione (il termine esatto è Naspi, nuovo assegno sociale per l’impiego).

Apertura straordinaria. Un’apertura straordinaria per fronteggiare la grossa mole di lavoro, rimarcata dal responsabile dell’agenzia olbiese Luigi Clemente che, elogiando lo spirito di servizio dei suoi collaboratori, ridotti all’osso come organico a fronte di un incremento degli adempimenti, ha messo in luce l’emergenza a più zeri di Olbia. Un numero che la fa schizzare al secondo posto in Italia, dopo un’altra realtà turistica, Rimini, appunto. «Su 10mila domande, oltre la metà arrivano dal settore turistico – spiega Clemente, alla guida dell’agenzia di Olbia da tre anni, dopo 26 trascorsi nella sede Inps di Nuoro – Quest’anno la stagione è stata più lunga. Il picco delle domande di disoccupazione lo abbiamo avuto a cavallo tra metà ottobre e novembre: sono state addirittura 4.200».

Al 30 novembre le pratiche evase dall’Agenzia complessa di Olbia a cui fanno riferimento altri nove comuni (Arzachena, La Maddalena, Monti, Palau, Santa Teresa, Telti, Golfo Aranci, Loiri Porto San Paolo e Padru) erano 9.377, a cui vanno aggiunte quelle di dicembre. Un dato che non si discosta da quello dell’anno scorso, quando alla stessa data, erano 9.600.

Una montagna di domande. Montagne di pratiche da istruire nel giro di un mese che rappresentano ossigeno per migliaia di lavoratori stagionali galluresi, spesso unico reddito per mesi per famiglie intere. «Ho la fortuna di avere degli impiegati eccezionali – aggiunge Luigi Clemente – Insieme abbiamo deciso l’apertura straordinaria di sabato scorso, con l’obiettivo di recuperare una giornata lavorativa e liquidare un centinaio di pratiche, così da consentire ad altrettanti disoccupati di trascorrere un Natale più sereno, un’iniziativa non tanto comune nel pubblico impiego. Vorrei rimarcare lo spirito di servizio e la sensibilità dei miei collaboratori, dimostrata in più di un’occasione. Questo nonostante la carenza di personale in cui versa l’Agenzia di Olbia». Negli ultimi tre anni, l’organico della sede olbiese si è ridotto di sette unità, passando da 30 a 23 dipendenti (nuove assunzioni sono attese con gli annunciati concorsi pubblici previsti per il 2017).

Nonostante gli sforzi fatti, però, il 2016 si chiuderà (il 21 dicembre) con circa

3mila pratiche inevase, quelle arrivate a novembre e dicembre. «Vorrei rassicurare chi ha presentato le domande che riceverà i soldi entro gennaio grazie a un piano straordinario predisposto dall’Inps Sardegna che coinvolgerà altre sedi in aiuto alla nostra nell’espletamento delle pratiche».

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