Appello bipartisan dalla Regione

Tedde, Cappellacci ed Eugenio Lai chiedono l’intervento della politica sarda

SASSARI. Due volte forse erano troppe. Ma sapere che il postino suonerà i campanelli delle case dei piccoli comuni solo una volta ogni due giorni ha preoccupato gli esponenti della politica regionale: «Dopo la chiusura di Tribunali, posti di polizia, caserme dei carabinieri e uffici statali l’isolamento della Sardegna prosegue con la consegna della posta a giorni alterni decisa da Poste Italiane – commenta Marco Tedde – vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde – è evidente che l’azione di Pigliaru e della sua Giunta non è sufficiente a bloccare la desertificazione dell'isola e rischia di trasformare la Sardegna in una regione del terzo mondo. Occorrono atti concreti e decisioni anche forti –attacca Tedde – e occorre rialzare la testa facendo valere le ragioni di chi non riesce a esercitare le prerogative che derivano dall'autonomia differenziata. La maggioranza, composta anche da movimenti indipendentisti continua a tenere la testa sotto la sabbia sui problemi che richiano di catapultare la Sardegna in una tempesta sociale ed economica. Tra l'altro, nell'indifferenza di Pigliaru – sottolinea l'ex sindaco di Alghero – il piano di privatizzazione di Poste Italiane mette a rischio 750 dipendenti in Sardegna».

«La giunta regionale raccolga l’allarme dell’Anci e promuova un’azione decisa per evitare che ancora una volta ci siano comunità di serie A ed altre di B». Lo ha dichiarato ieri Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commentando l’ultima decisione di Poste Italiane sulla consegna della posta a singhiozzo: «L’idea di un servizio a giorni alterni è intollerabile – prosegue l’esponente azzurro – perché crea gravissime disparità tra territori e perché rischia di aprire la strada a ulteriori riduzioni future. Si apra subito un confronto, con il massimo coinvolgimento degli enti locali, e – conclude Cappellacci – si intraprenda ogni iniziativa necessaria per respingere una decisione anti-sociale, che rischia di isolare ancora di più molte comunità e che incide nel quotidiano delle famiglie, delle imprese e dei territori».

«Ciò che sta accadendo negli ultimi anni in diverse aree della nostra isola è dannoso e deleterio per la stessa sopravvivenza dei Comuni – argomenta il vicepresidente del consigblio regionale, Eugenio Lai

– e la politica non può sostenere l'idea di privatizzare le poste Italiane a discapito del servizioper i territori più disagiati e isolati. A questo si devono aggiungere i tagli delle sedi Inps, con la smobilitazione in diversi territori dell'isola, tra cui il Sarcidano Barbagia di Seulo».

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