Pioggia dopo la neve l’isola ancora in allarme

Temperature in rialzo per l’arrivo dello scirocco che porterà violenti rovesci La Protezione civile fa scattare l’allerta oggi in Gallura, Ogliastra e Nuorese

SASSARI. Il nemico più insidioso è quello in grado di cambiare rapidamente faccia. La grande paura delle nevicate lascia il posto al terrore delle piogge, previste abbondanti su tutto il versante orientale dell’isola. L’allarme è scattato alla mezzanotte di ieri in Gallura, Ogliastra e nel Nuorese e le condizioni di allerta rimarranno tali perlomeno fino alla mezzanotte di oggi.

Le piogge. L’allerta è arancione ma l’allarme è rosso: «Abbiamo allertato tutte le squadre dei nostri operai – dice l’amministratore unico dell’agenzia Foresta, Giuseppe Pulina – che insieme agli addetti della Protezione civile terranno sotto controllo la situazione, per quanto possibile». Oltre alla pioggia, prevista abbondante ma non disastrosa, è lo scirocco a far tremare di paura: un repentino innalzamento delle temperature causerebbe lo scioglimento della neve.

Gallura. L’allarme spaventa Olbia nonostante la diffusione dell’allerta per rischio idrogeologico e idraulico sia di colore arancione, che indica una criticità moderata. Il problema è che le abbondanti precipitazioni potrebbero diventare più insidiose con lo scioglimento della neve accumulata sul monte Limbara. Un pericolo concreto che ha allertato le autorità. Stamane, alle 9, il Centro operativo comunale (Coc) si riunirà per fare il punto della situazione dopo l’incontro di ieri. Per ora non sono previste misure eccezionali e le scuole medie e superiori saranno regolarmente aperte. «Siamo un po’ preoccupati per l’evolversi della situazione – ha detto ieri il sindaco, Settimo Nizzi –, abbiamo allestito il Coc, per poter affrontare nel migliore dei modi eventuali problemi causati dal maltempo». Un altro centro operativo è stato allestito a Santa Teresa di Gallura. Ma, mentre l’isola attende con apprensione la pioggia, le neve rimane un problema da risolvere.

I paesi. Dopo giorni di apprensione, tutti i paesi isolati sono stati raggiunti dai soccorritori. L’elenco è stato completato ieri da Desulo, da cui però è ancora impossibile accedere passando da Fonni. Per arrivare al paese barbaricino è necessario affrontare l’altro versante anche se, i curiosi e i cacciatori di selfie non sono ancora i benvenuti: le strade sono state sgombrate, a parte qualche tratto della provinciale 7 e della statale 125 tra Urzulei e Triei, ma affrontarle è un altro discorso. Meglio lasciare campo e spazio alle emergenze. Oltre ai soccorsi, è ritornata anche la corrente elettrica sebbene ancora non abbia raggiunto tutte le utenze. Insomma, La neve rimane, le condizioni restano critiche ma il peggio sembra passato.

L’isolamento. Rimane solo per le zone più impervie e sono gli animali che ne pagano le conseguenze. È ancora impossibile fare una stima dei danni ma Coldiretti, ieri, ha parlato di centinaia di capi bestiame morti sotto la neve o dopo i crolli dei capanni: «È necessario – spiega il presidente regionale di Coldiretti, Battista Cualbu – che la Regione attivi una task force per perlustrare le campagne coinvolte dalla nevicata. Attivandosi immediatamente si potrebbe riuscire a ottenere un quadro reale delle perdite degli allevatori».

La Regione. Dopo la pioggia di critiche da parte dei sindaci dei paesi isolati, sono arrivate le prime risposte. Due elicotteri della Regione hanno raggiunto Orgosolo e Urzulei per soccorre due pastori in difficoltà mentre l’assessore Donatella Spano annunciava il primo contributo economico: «I comuni non sono e non verranno lasciati soli – dice l’assessore della Difesa dell’ambiente –. A oggi, sulla legge 28, esiste un disponibilità immediata di circa 2 milioni di euro che, se necessario, verrà integrata con nuove risorse. Bene hanno fatto i comuni che per salvaguardare l’incolumità dei cittadini, degli animali e delle cose, si sono avvalsi di strumenti e mezzi messi

a disposizione dai privati: tutte queste spese saranno coperte dall’intervento della Regione». Nel Programma di sviluppo rurale, poi, esiste i una misura specifica dedicata proprio al “Ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali e da eventi catastrofici”.

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