Rottamazione delle cartelle, cresce l’attesa

C’è tempo sino al 31 marzo per presentare la richiesta. Può aderire anche chi ha già un piano di rientro

SASSARI. Ai sardi piacciono le rate. Più di un terzo – un po’ per scelta e molto per necessità – fa pagamenti dilazionati: per il mutuo della casa, per l’auto, per il motorino, per il televisore nuovo, per acquistare tutto ciò che non si può pagare in contanti. Mediamente l’importo da restituire è di circa 300 euro al mese, non una cifra alta. Come non lo è il totale del debito accumulato in media dai contribuenti sardi: circa 25mila euro, nei quali vanno comprese le spese più importanti come il mutuo della casa. Si tratta di meno della metà rispetto alla cifra che è chiamato a restituire un cittadino milanese, molto più esposto con Banche e Finanziarie. E a rate i sardi estinguono anche i debiti con gli enti di riscossione. Lo dimostra l’altissimo numero di piani di rateizzazione Equitalia attivi alla fine del 2015: una scelta compiuta da oltre 124mila contribuenti invitati a pagare da Equitalia, per quasi 1miliardo e 200 milioni di euro. Un numero cresciuto nel 2016, in attesa dell’operazione rottamazione. La “definizione agevolata” è stata prevista dal decreto legge 193/2016, convertito con modificazioni dalla legge 225/2016, in vigore dal 3 dicembre: si applica alle somme riferite ai carichi affidati a Equitalia tra il 2000 e il 2016. Chi aderisce ottiene un importante sconto: pagherà l’importo residuo delle somme inizialmente richieste senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali, invece, non si pagheranno gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge. Ancora non ci sono numeri ufficiali ma le adesioni sono già numerose e sono destinate ad aumentare più si avvicina la scadenza. Anche perché la finestra è aperta anche per chi ha un contenzioso in corso con Equitalia e per chi ha già prediposto un piano di rateizzazione, a patto che saldi eventuali rate rimaste in sospeso anche dopo la scadenza.

A fare supporre che l’operazione rottamazione sarà un successo nell’isola è anche il precedente più recente che risale al 2014. Allora furono oltre 4mila i sardi che decisero di aderire alla mini sanatoria. Complessivamente, nell’operazione che durò poco più di due mesi, l’isola depositò nelle casse di Equitalia quasi 13 milioni e mezzo di euro. In cambio, la società cancellò oltre 17mila cartelle. Tra le province, Sassari risultò in vetta alla classifica per il numero di contribuenti aderenti: 1663. Cagliari invece era in testa per l’importo medio delle cartelle sanate: 930,31 euro a fronte dei 678,30 di Sassari.

La mini sanatoria del 2014 riguardò le cartelle e gli avvisi di accertamento esecutivi emessi per tributi di competenza delle agenzie fiscali (come agenzia delle entrate, demanio, dogane), uffici statali (ministeri e prefetture) ed enti locali (Province e Comuni) e affidati a Equitalia entro il 31 ottobre 2013. Gli aderenti risparmiarono estinguendo i debiti accumulati nelle cartelle notificate entro quella data e

relative a tributi erariali (come Irpef e Iva), e non erariali (come bollo auto e multe per violazione del codice della strada). Furono esclusi dalle agevolazioni, invece, i debiti Inps e Inail, oltre alle somme dovute per effetto di sentenze di condanna della Corte dei conti. (si. sa.)

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