Sposi immaturi all’altare il matrimonio è annullato

Nel 2016 esaminate 105 richieste, 92 sono state accolte: numeri in aumento Le cause: costrizioni al momento del sì, volontà di non avere figli e infedeltà

CAGLIARI. Liberi da ogni vincolo matrimoniale, come se le prime nozze non fossero mai state celebrate, padroni di costruire una nuova storia d'amore, di fare la Comunione, di regolarizzare davanti all'altare forse una nuova convivenza. È la sorte toccata nel 2016 a 92 uomini e altrettante donne, diventati ormai ex mariti ed ex mogli in virtù di una sentenza del Tribunale Ecclesiastico regionale per la Sardegna. I giudici di questa speciale corte di giustizia, creata nel 1938 dalla Chiesa per analizzare le situazioni di matrimoni falliti, l'anno scorso hanno esaminato 105 cause di nullità: l'87,6 per cento si sono concluse positivamente, il 4,8% negativamente, 5 archiviate e 3 dichiarate decadute. Ieri solenne apertura dell'anno giudiziario per 10 giudici del Tribunale ecclesiastico, difensori del vincolo, promotori di giustizia e avvocati rotali davanti all'episcopato sardo e al segretario della segnatura Apostolica, la "Cassazione" del Vaticano, monsignor Giuseppe Sciacca.

Sposi immaturi. Dall'esame dei capi di nullità si può rilevare il grado di maturità e convinzione matrimoniale degli sposi. E i risultati sono scoraggianti per credenti e non. Quasi il 63% delle sentenze ha riguardato l'incapacità di uno o entrambi gli sposi di esprimere un valido consenso nuziale: immaturità psichica, inabilità ad assumere oneri matrimoniali, difetto di discrezione di giudizio, qualche sposo/a si è presentato ai piedi dell'altare perché costretto da qualche parente. Il 30 per cento dei capi di nullità ha riguardato, invece, il rispetto delle regole del matrimonio cristiano: quasi il 13 per cento si è sposato ma ha escluso tassativamente la volontà di avere figli, quasi il 14% ha detto sì al matrimonio e no all'obbligo dell'indissolubilità. Le richieste. L'anno scorso hanno bussato alla porta del tribunale 90 coppie, un terzo delle quali residenti nella diocesi di Cagliari. In crescita i fascicoli nuziali provenienti dalle diocesi di Sassari, 14 (erano 2 nel 2015) e Tempio, 16 contro 3; 6 le cause introdotte dalla diocesi di Alghero (2 l'anno precedente). Nessun processo è arrivato da Ozieri. Negli ultimi 7 anni sono state introdotte complessivamente 642 cause. I tempi. All'inizio del 2016 risultavano pendenti 128 cause. Nel corso dell'anno ne sono state chiuse 105. Al primo gennaio 2017 risultano pendenti 111 processi con rito ordinario e uno con rito breve, di competenza dei vescovi. Oggi solamente il 13% delle cause (15 su 112) è arretrata da più di due anni contro il 32% del 2010. Il Papa nel 2015 aveva chiesto celerità, prossimità e gratuità. «Noi abbiamo cercato di adeguarci - dice monsignor Mauro Bucciero, vicario giudiziale (presidente) del Tribunale ecclesiastico sardo– : se in passato il tempo medio era poco meno di quattro anni, ora si è ridotto a poco più di un anno e mezzo». Sei processi hanno avuto una procedura sprint: si sono conclusi nell'arco di tre mesi. «Si tratta di cause con capi d'imputazione particolarmente evidenti - aggiunge monsignor Bucciero - con entrambe le parti consenzienti». I costi. «Abbiamo cercato di venire incontro ai ricorrenti,

assicurando - dice il presidente Mauro Bucciero - il servizio giudiziale totalmente gratuito. Nelle 90 cause introdotte, a 45 parti è stato garantita la totale gratuità del processo, senza spese processuali e legali. Mentre 5 hanno pagato solamente le spese processuali di 525 euro».

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