Salma trafugata a Loiri, è caccia aperta ai “rapitori”

La famiglia di Gian Luca Luciano non ha ricevuto minacce o richieste di riscatto. Gli investigatori non escludono che possa trattarsi di un furto su commissione

LOIRI PORTO SAN PAOLO. Il giallo del sacrilego trafugamento della salma di un giovane di Loiri, scomparso tragicamente 22 anni fa, si sta trasformando, ora dopo ora, in un inquietante quanto inestricabile mistero. I familiari del povero Gian Luca Luciano (figlio del fondatore della azienda di autotrasporti “Lucianu”), morto in un incidente stradale a Monti nel 1995, non hanno ricevuto alcuna richiesta di riscatto, tantomeno sono stati oggetti di intimidazioni o atti di ritorsione. E su questi scarni elementi che stanno lavorando, da due giorni, i militari del nucleo investigativo dei carabinieri di Olbia i quali non escludono alcuna ipotesi, da quella di una richiesta estorsiva per la restituzione della salma all’inqualificabile e terribile gesto ritorsivo, non escludendo la pista di una azione vandalica.

«Tutto è possibile, stando alle nostre attuali conoscenze», dice uno degli investigatori impegnato a risolvere il delicatissimo caso che ha rinnovato, con brutale esecuzione, il lancinante dolore in una famiglia già provata per la tragica scomparsa di un giovanissimo parente. Gian Luca Luciano era uno dei tre figli del titolare di una impresa di autotrasporti attiva da oltre quaranta anni nel Nord dell’isola, un camionista vecchio stampo conosciutissimo nel settore del trasporto su gomma non soltanto isolano.

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Per venire a capo del giallo i militari stanno vagliando diversi aspetti, anche professionali, che hanno interessato l’azienda di trasporti negli ultimi anni, non ultima il “fisiologico” coinvolgimento in diversi contenziosi di natura civilistica attivati dalla azienda nei confronti di fornitori di servizi o attivati contro di essa. Difficile, però, far risalire un gesto tanto odioso quanto eclatante a semplici contenziosi di natura economica, sui quali stanno dedicando il loro impegno diversi legali.

Il mistero sull’origine del trafugamento della salma del giovane Gian Luca Luciano resta dunque intatto, mentre gli investigatori – che sulla vicenda hanno inviato un rapporto denuncia alla magistratura per vilipendio di cadavere a opera di ignoti – non escludono che il gesto sacrilego possa essere stato ordinato da un mandante mosso da odioso rancore nei confronti dei Luciano.

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