Il pm: processate Cubeddu anche per sequestro

Tra le accuse avanzate dal pubblico ministero c’è il duplice delitto Ma al giovane di Ozieri si contesta anche il rapimento di Stefano Masala

NUORO. La procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio di Alberto Cubeddu, 21 anni, di Ozieri, per l’omicidio di Gianluca Monni, 18 anni, lo studente di Orune assassinato nella via principale del paese la mattina dell’8 maggio 2015. E per il sequestro di persona, l’omicidio e la distruzione del cadavere di Stefano Masala, 30 anni , scomparso in circostanze misteriose da Nule la sera del 7 maggio 2015. Tutti i reati in concorso con il cugino Paolo Pinna, 18 anni, di Nule, all’epoca dei fatti minorenne e per questo motivo a processo con rito abbreviato davanti ai giudici del Tribunale dei minori di Sassari.

Il pubblico ministero Emanuela Porcu, titolare dell’inchiesta lasciata dal collega Andrea Vacca, di recente trasferito al tribunale di Cagliari, sotto la supervisione del procuratore della Repubblica, Andrea Garau, ha chiesto il rinvio a giudizio anche per Alessandro Taras, 40 anni, di Ozieri, difeso dagli avvocati Sergio Milia e Maria Claudia Pinna; per Antonio Zappareddu, 26 anni, di Ozieri, assistito dall'avvocato Mattia Doneddu; e per Francesco Pinna, 58 anni, di Nule, assistito dall'avvocato Agostinangelo Marras. È stata invece stralciata la posizione di Piergiorgio Massaiu, 24 anni, di Buddusò, difeso dall'avvocato Gianluigi Mastio, che esce così dal processo.

L’udienza preliminare durante la quale il giudice dovrà decidere se accogliere la richiesta del pubblico ministero per Alberto Cubeddu, difeso dagli avvocati Mattia Doneddu e Patrizio Rovelli, per Paolo Pinna, assistito dagli avvocati Agostinangelo Marras e Angelo Merlini, e per Zappareddu, Taras e Francesco Pinna è sta fissata per il 18 aprile.

La svolta nell’inchiesta è arrivata il 14 febbraio, quando il pm Emanuela Porcu ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini (415 bis) ad Alberto Cubeddu con un’accusa ben precisa: di essere l’esecutore materiale del delitto di Gianluca Monni, 18 anni, lo studente di Orune assassinato alle 7.30 del mattino dell’8 maggio 2015 nella via principale del paese della Barbagia mentre aspettava il pullman per andare a scuola. Secondo il pm sarebbe stato lui a sparare le tre fucilate. «...in concorso con il cugino Paolo Pinna (19 anni, ma minorenne all'epoca dei fatti ndr) cagionava la morte di Gianluca Monni esplodendo verso di lui, con un fucile rimasto sconosciuto ma certamente calibro 12, tre fucilate...». E poi il pm aveva ribadito il concetto sull’autore del delitto in maniera ancora più specifica: «...consumando l'azione omicidiaria mediante esplosione di tre colpi di fucile sparati direttamente dal passeggero dell'Opel Corsa, Alberto Cubeddu, mentre il conducente dell'auto, Paolo Pinna, che aveva nel frattempo arrestato la marcia dell'auto alla vista di Monni, attendeva il complice con il motore acceso per poi ripartire di corsa verso Ozieri».

Ai due cugini è anche stato contestato il sequestro, la rapina, l’omicidio, la sottrazione e la distruzione del cadavere di Stefano Masala a Nule. Alessandro Taras è accusato insieme a Cubeddu del danneggiamento e dell’incendio dell’auto di Stefano Masala. Dopo il delitto Monni, l’Opel Corsa del trentenne di Nule era stata trovata completamente distrutta dalle fiamme nelle campagne di Pattada. Antonio Zappareddu insieme a Cubeddu è accusato di detenzione e porto di armi.

Paolo Pinna è accusato di violenza e minacce nei confronti di Massaiu. Mentre lo zio Francesco Pinna è accusato di minacce nei confronti del superteste, e ora imputato, Alessandro Taras, relativamente alle sue dichiarazioni sull’incendio dell’auto

di Stefano Masala.

All’udienza fissata per il 18 aprile dovranno comparire anche i parenti di Stefano Masala, assistiti dall’avvocato Caterina Zoroddu e i genitori e il fratello di Gianluca Monni, assistiti dagli avvocati Rinaldo Lai, Antonello Cao e Margherita Baragliu. (plp)

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