L'ex assessore regionale Ketty Corona a giudizio per bancarotta

Guai giudiziari dopo il fallimento di una società che gestiva alberghi

C AGLIARI. Una società che doveva gestire una sorta di casa alberghiera, costruita coi soldi pubblici della legge 488 e passata attraverso un contratto di leasing con la Sardaleasing. Anni di attività traballante e infine la liquidazione con il successivo fallimento sfociato in un’inchiesta giudiziaria, con debiti maturati per quattro milioni e 797 mila euro. Ieri la decisione del gup Giuseppe Pintori: accusata di bancarotta fraudolenta, l’ex assessora regionale agli affari generali Maria Paola “Ketty” Corona, amministratrice di fatto della società Santa Chiara Alberghiera srl, difesa dall’avvocato Francesco Atzori, è stata rinviata a giudizio e dovrà presentarsi il prossimo 7 luglio davanti ai giudici del tribunale. Va invece alla messa in prova l’ex amministratore della società, il medico Giovanni Congera, che grazie al beneficio concesso dal giudice potrà evitare il processo.

Per trovare l’origine della vicenda bisogna risalire al 1999, quando l’imprenditrice ed ex presidente di Sardegna Ricerche decide di trasformare un immobile in via Nazario Sauro di proprietà della società Le Colonne srl, del gruppo Corona, in una struttura d’accoglienza. Ma anzichè intervenire direttamente, con fondi propri, Ketty Corona decide di vendere l’immobile alla Sardaleasing per poi riprenderne il controllo con un contratto di leasing. I lavori cominciano e a curarli è la società Ie5, sempre del gruppo Corona. Il seguito della vicenda è piuttosto aggrovigliato: la Guardia di Finanza scopre che l’uso della palazzina non è quello previsto nel progetto finanziato con la legge 488, il finanziamento viene revocato e per uscire dalla fase di stallo la società Santa Chiara decide di intervenire di nuovo sull’immobile: stavolta - e siamo nel 2008 - l’edificio viene frazionato, non più stanze ma piccoli appartamenti da vendere. Gli affari però non vanno bene e la società Santa Chiara segue la sorte di diverse altre società che facevano capo all’ex assessora, finite in fallimento. Ed è l’amministratore Congera, di fronte a uno stato di insolvenza galoppante, ad affrontare la situazione mettendo in liquidazione la società.

Il passo successivo è la richiesta di fallimento: la procedura si chiude il 31 marzo 2015 con la sentenza firmata dal giudice Andrea Bernardino, che chiude nel modo peggiore la storia sfortunata della Santa Chiara Alberghiera srl. Il seguito è cronaca giudiziaria: il fascicolo, con la relazione del curatore fallimentare Giuseppe Aste, passa nelle mani del pm Andrea Massidda, che iscrive la Corona e Congera al registro degli indagati con l’accusa di bancarotta fraudolenta (Corona) e di bancarotta semplice (Congera). Ieri il rinvio a giudizio. Parti civili nel procedimento, patrocinate dall’avvocato

Alessandro Dedoni, la società Fratelli Asuni e tre potenziali acquirenti degli appartamenti di via Nazario Sauro, rimasti spiazzati dal fallimento della Santa Chiara. Ora sarà il tribunale a stabilire se sono stati commessi reati e se la Corona è colpevole.

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