Corteo contro il progetto dell’impianto fotovoltaico

Centinaia di persone alla marcia per dire no alla centrale di Gonnosfanadiga Il sindaco: «La nostra economia si basa sull’agricoltura, sarà una dura battaglia»

GONNOSFANADIGA. Diverse centinaia di manifestanti sotto la pioggia per dire no al mega impianto solare termodinamico e preservare circa 300 ettari di fertile terreno a vocazione intensamente agricola. Ieri Nelle vie del paese, il progetto della Gonnosfanadiga Ltd presentato dalla Energo Green, con sede legale a Londra, è stato rispedito al mittente. E anche al ministero dell'Ambiente che attraverso la Commissione nazionale di valutazione di impatto ambientale e senza prendere minimamente in considerazione la contrarietà espressa a più riprese da associazioni agricole e ambientaliste, comitati anti speculazioni termodinamiche, amministrazioni locali e Regione, ha calato dall'alto un'autorizzazione che nessuno, nella zona di Gonnosfanadiga e Guspini in cui deve sorgere il parco termosolare da 55 Mw, intende accettare.

«Sarà battaglia su tutti i fronti – preannuncia il sindaco di Gonnosfanadiga, Fausto Orrù –, siamo pronti a una nuova Pratobello. Qui l'impianto termodinamico non sorgerà mai e poi mai. La nostra economia è basata prevalentemente sull'agricoltura e sull'allevamento, l'industria fotovoltaica non ci interessa. Si sta facendo passare un progetto non condiviso dal popolo, la Regione ha detto no e così pure il ministero dei Beni culturali». La portavoce dei comitati Luciana Mele, ha rincarato la dose: «Diciamo no non solo perché dobbiamo essere noi a decidere per il nostro territorio, ma anche perché tutto questo non rientra nella nostra vocazione».

La manifestazione, organizzata dal comitato Ate (Ambiente Territorio Energia), costituito tra Comuni, comitati e associazioni per contrastare le speculazioni del territorio, ha avuto una partecipazione da tutta l'isola: i comuni promotori di Gonnosfanadiga, Guspini, Sardara, Villanovaforru, Palmas Arborea, Decimoputzu, paese interessato da un altro mega progetto termodinamico solare, i comitati “no Megacentrali” di Guspini, Terra che ci appartiene di Gonnosfanadiga, No TrivelPaby di Pabillonis, Fuori dalle pale di Villanovaforru, Terrasana di Decimoputzu, Progetto Comune di Villacidro, No Trivelle Sardegna, Per la salute e la qualità della vita di Oristano, Pro Nosu a tutela del territorio di San Gavino. Davanti al corteo, subito dopo lo striscione dell'organizzazione, una ventina di sindaci in fascia tricolore in rappresentanza di comuni di ogni parte dell'isola, il presidente di Anci Sardegna Emiliano Deiana, i parlamentari Michele

Piras e Mauro Pili, il leader di Liberu Pierfranco Devias. Nell'area in cui dovrebbe essere realizzata la megacentrale è stata piazzata una tenda a voler simboleggiare che tutti sono pronti a occupare i terreni a oltranza per impedire la messa in opera di una distesa di pannelli fotovoltaici.

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