Internet veloce in tutti i Comuni della Sardegna

Via alla seconda fase dell’Agenda digitale. L’annuncio di Pigliaru: la copertura totale entro il 2020

CAGLIARI. La banda ultralarga è sempre più una ragnatela: 313 cantieri in altrettanti Comuni nel 2016, trentadue quest’anno. «Se vogliamo crescere, dobbiamo per forza essere connessi con il mondo ma anche fra di noi», ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru nel presentare la seconda fase del progetto Agenda digitale.

L’obiettivo è dichiarato: internet dovrà esserci in ogni Comune, anche in quelli più sperduti, per far viaggiare i dati da un minimo di 30 megabyte al secondo fino a 100 megabyte. È indispensabile che la fibra ottica avanzi – è il senso dell’investimento – perché «così si spezzano le catene dell’isolamento e freniamo lo spopolamento delle zone interne», è scritto nell’ultima delibera della giunta. Se l’anno scorso il finanziamento europeo era stato di 56 milioni, ora sarà di 82 milioni, perché, nella seconda fase, i cantieri saranno aperti nei Comuni medio-grandi. Che sono: Arbus, Arzachena, Bosa, Budoni, Cabras, Carloforte, Castelsardo, Dolianova, Domusnovas, Dorgali, Gonnosfanadiga, Guspini, Ittiri, La Maddalena, Maracalagonis, Mogoro, Muravera, Oliena, Orosei, Ossi, Ploaghe, San Gavino, San Giovanni Suergiu, Sanluri, Santa Teresa di Gallura, Sant’Antioco, Serramanna, Siniscola, Tortolì, Valledoria, Villacidro e Villasor. «Sono comunque Comuni dove nessun privato – ha detto l’assessore alle riforme Filippo Spanu – investirebbe perché non avrebbe un immediato ritorno economico». Ecco allora l’indispensabile intervento pubblico, per colmare quello che gli esperti chiamano lo storico divario digitale. Con il primo intervento sono stati connessi potenzialmente 505mila sardi, col secondo saranno oltre 220mila.

«Con la fibra ottica – ha detto l’assessore agli enti locali Cristiano Erriu – diamo un’occasione di crescita sociale, pensiamo alle scuole e agli uffici pubblici collegati in rete, ed economica, con le piccole aziende agroalimentari messe nelle condizioni di vendere dovunque i loro prodotti». Anche questa volta gli appalti sono stati affidati all’Infratel, società in house dello Stato, ma con una clausola in più: la rete sarà gestita in via provvisoria dalla stessa impresa fino a quando non saranno bandite le gare e l’utilizzo commerciale diventerà appetibile per le imprese di telecomunicazioni.

«Perché oltre a portare la fibra – hanno sottolineato gli esperti – bisogna attivarla in tempi brevi altrimenti sarebbe come avere una Ferrari in garage con il serbatoio vuoto». In venti dei 313 Comuni dell’intervento del 2016 la fibra ottica ultraveloce è stata accesa ed è attiva

da giorni. Negli altri 293, superati un bel po’ di problemi burocratici per le autorizzazioni, la fibra dovrebbe essere operativa a metà dell’anno prossimo, mentre negli ultimi 32 entro il 2019. Quando ci sarà la copertura totale? La data promessa è il 2020.(ua)

 

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