Pecorino «Bithi Barbagia» nei menù di tutto il mondo

Patto tra i pastori e Briatore: i formaggi nei ristoranti Cipriani e Eataly di Farinetti Scelti il nome e il marchio, nasce una società che unisce 14 aziende casearie

SASSARI. Il pecorino alla conquista del mondo. Il marchio scelto per affrontare il viaggio è una dea madre tagliata a metà da un’onda che la attraversa e la lega a un nuraghe. Un connubio tra il centro dell’isola e le coste, con un nome legato al territorio: “Bithi Barbagia”.

Da qualche giorno i 5 pecorini sardi scelti a dicembre a Bitti sono arrivati nei punti vendita e nei ristoranti di Oscar Farinetti, le catene Eataly, e dai ristoranti Cipriani, da New York a Londra passando per Dubai, Singapore, Montecarlo, Venezia, Milano, Torino e Roma. Prende sempre più forma il progetto lanciato da Flavio Briatore con un gruppo di 14 pastori del centro Sardegna insieme a Farinetti, tutti insieme impegnati a rilanciare il settore caseario sardo attraverso nuove produzioni da commercializzare nel mondo, proprio attraverso la catena di ristoranti del noto imprenditore. Il progetto sta andando avanti molto bene – dice al notiziario Chartabianca uno dei responsabili del progetto, Diego Manca – Briatore come aveva promesso sta mantenendo la parola e abbiamo già diversi contatti internazionali a cui inviamo le prime spedizioni del prodotto in campionatura – aggiunge – si tratta di punti di ristorazione di Farinetti e Cipriani, ovvero negozi specializzati e dove si forniscono prodotti di qualità medio-alta. Al momento stiamo mandando i campioni su ogni punto vendita per vedere quale tipo di formaggio che può adattarsi meglio alla clientela di quello specifico mercato di riferimento - precisa - i formaggi attualmente sono 5 e si tratta dei classici pecorini sardi con forme da 2-2,5 chili e altri in fase di produzione».

Dopo l’invio delle prime forme fuori dalla Sardegna e oltreoceano, aumenta l’attesa per il secondo appuntamento: il battesimo del nuovo marchio e dei prodotti che dovrebbe tenersi il 16 maggio a Milano, nello store di Farinetti. Oltre ai responsabili sardi del progetto, a Briatore, Farinetti e Cipriani, parteciperanno anche esponenti di Slow Food, Gambero Rosso e giornalisti della stampa specializzata. L’altra novità è la nascita della società “Mama e oro” con le 14 aziende casearie impegnate nel progetto che commercializzano latte a più di 100 aziende. Produttori e trasformatori che consegnano anche il prodotto pronto alla commercializzazione, compresa l’etichettatura con i bollini della Comunità europea. «Non sappiamo se un domani si potrà arrivare nei supermercati o nella piccola distribuzione – spiega Manca – far fronte alle richieste dei punti ristoro in tutto il mondo non è facile con la nostra capacità produttiva».

Il progetto era partito per superare il grande momento di crisi del settore lattiero caseario che investe la Sardegna: «Cerchiamo di diversificare – aggiunge –. Era l’idea iniziale per togliere delle quantità al Pecorino romano al fine di contrastare la sovrapproduzione del prodotto che ha intasato i mercati. Dobbiamo dare una svolta e inserire il Pecorino sardo per dare qualità ai nostri prodotti – continua

– attualmente nel mondo è più conosciuto il Romano che di sardo vero ha poco, come suggerisce anche il nome – conclude Manca – da generazioni facciamo il Sardo, prodotto conosciuto nella storia e prodotto dalle antiche generazioni in tutta la Sardegna, anche per questo lo vogliamo rilanciare».

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