Orosei, porto e resort di lusso: progetto da 100 milioni

C’è già l’accordo con il Comune. Previsti anche tre campi da golf vista mare

OROSEI. Un albergo cinque stelle con trecento posti letto che si affaccia su un porto turistico con altrettanti posti barca, e alle spalle tre campi da golf che insieme costituiscono un percorso di 27 buche che si sviluppa su un’area di oltre 150 ettari. È l’ambizioso progetto pubblico-privato sul quale il consiglio comunale di Orosei dovrà esprimersi in una delle prossime sedute, anche se l’esito della votazione appare scontato, perché a proporlo è la giunta guidata dal sindaco Nino Canzano e la maggioranza che la sostiene è in perfetta sintonia.

È un cosiddetto project financing, ossia un’infrastruttura pubblica che prevede in larga maggioranza investimenti privati in cambio della gestione per un determinato periodo. Quanto tempo? «Non oltre 25 anni, poi tornerà al Comune, come prevedono le norme», dice Canzano, da dieci mesi in carica, che intende promuovere l’investimento turistico più costoso nella storia di Orosei: una somma che potrebbe raggiungere i cento milioni di euro, e che vedrà il Comune partecipare per circa 7 milioni, tra l’altro finanziati dalla Regione.

Gli imprenditori interessati. Il partner privato ci sarebbe già, e se corrisponde al nome che circola insistentemente ha tutte le carte in regola: è il gruppo Molinas, la dinastia di produttori di sughero che da Calangianus guida il mercato dei tappi in mezza Europa (550 dipendenti tra Italia, Francia e Portogallo) con un ramo anche in Argentina. I fratelli Molinas, eredi del fondatore Peppino, da tempo hanno diversificato l’attività nel settore turistico, prediligendo alberghi di lusso e porti d’eccellenza. Da vent’anni sono proprietari della Marina di Porto Rotondo (600 posti barca) e dell’annesso hotel Sporting (5 stelle). In pole position nel progetto insieme con il Comune di Orosei ci sarebbero loro, ma si parla anche dell’interesse di un raggruppamento costituito dalle società che fanno capo al sassarese Peppino Angius e al romano Simon Pietro Salini, gli stessi imprenditori che si sono aggiudicati la costruzione del nuovo ospedale di Sassari. Sembra escluso invece l’interessamento della holding Iti Hotels, che ha base proprio a Orosei, guidata da Piero Loi: il re degli alberghi turistici sostiene da tempo di non voler uscire dal seminato per intraprendere nuove strade imprenditoriali, siano esse la nautica da diporto o l’editoria.

I punti critici. Sulla via verso il super porto di Orosei ci sono comunque ostacoli che non sarà semplice superare. Vediamo di capire anzitutto dove dovrebbe sorgere la struttura turistica, della cui costruzione a Orosei si parla da una ventina d’anni; anche se, di giunta in giunta, la sua disclocazione si sposta da una parte all’altra del vasto litorale comunale. Infatti, se la giunta guidata da Franco Mula, predecessore di Canzano, aveva individuato la spiaggia della marina di Orosei, in una delle bocche a mare dello stagno Petrosu, l’attuale amministrazione rispolvera un sito indicato già alla fine degli anni ’90, in un’area rocciosa a nord della foce del fiume Cedrino e della spiaggia di Santa Maria ’e mare. Il problema è che il piano urbanistico comunale, approvato in via definitiva appena lo scorso anno dalla Regione, individua quelle aree come zona H, cioè agricola.

Le zone agricole. Il primo passo dunque sarà proporre una variante al Puc, come sottolinea il sindaco Canzano, che confida inoltre nel fatto che il piano regionale dei porti, pur non includendo esplicitamente Orosei tra gli approdi di prossima realizzazione, offra possibilità concrete per la sua costruzione. Su un altro fronte, il finanziamento da parte della Regione, è lo stesso sindaco a sostenere che ci sono stati contatti con l’assessorato ai Lavori pubblici che avrebbe manifestato un sostanziale gradimento al progetto. Un altro ostacolo riguarda la proprietà privata di buona parte degli oltre cento ettari interessati dal campo di golf e dalle altre costruzioni: i proprietari di piccoli appezzamenti, e in qualche caso di abitazioni realizzate abusivamente, sarebbero un’ottantina. Convincerli a vendere non sarà facile, e sicuramente costerà salato in vista del cambio di destinazione d’uso dei terreni.

Una curiosità, infine: all’interno dell’area si trova anche un grande acquapark, sorto abusivamente secondo il Corpo forestale. Ultima ma non certo per importanza la legge urbanistica regionale, che sulla carta vieta strutture turistiche

in un’area sotto tutela, sia pure destinata a uso agricolo. Cosa accadrà? Orosei potrebbe diventare il banco di prova per la giunta Pigliaru che ha appena approvato norme più morbide, quanto contestate, per l’applicazione della legge nata al fine di proteggere le coste dalla speculazione.

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