Un nuorese scala l’Everest: è la prima volta di un sardo

Angelo Lobina ha conquistato sei delle sette vette più alte del pianeta La sua foto con la bandiera dei 4 mori dopo l’impresa diventa virale su Facebook

NUORO. Alle 6:45 di ieri, per qualche istante, la bandiera dei quattro mori è sventolata per la prima volta sulla cima più alta del mondo, a 8848 metri, nel monte Everest. Ce l’ha portata un alpinista nuorese, Angelo Lobina, commerciante di 55 anni, che sta tentando un’impresa ancora più difficile, la cosiddetta Seven Summits, che prevede di scalare la vette dei sette continenti in un determinato periodo di tempo. Dopo l’Everest, Lobina è a quota sei: gli resta solo la cima più alta dell’Antartide per entrare nel ristretto club degli alpinisti che sono riusciti a portare a termine il progetto. Sarebbe il primo sardo anche in questo caso, e uno dei pochi italiani: il primo alpinista di casa nostra ad avercela fatta è stato il grande Reinhold Messner.

Il tam tam dei social. Lobina ha raggiunto l’Everest dal versante nepalese dell’Himalaya. Con lui c’erano altri quattro alpinisti, tra i quali un unico italiano, e sei sherpa nepalesi. I concittadini di Lobina hanno saputo dell’arrivo in vetta poco dopo grazie agli organizzatori della scalata, che hanno diffuso le immagini e postato sui social network la notizia, poi rilanciata sul sito e la pagina facebook di coloro che dalla Sardegna seguono l’avventura dello sportivo. Tantissimi i messaggi di congratulazioni degli amici e di quanti hanno seguito con passione la sua avventura. Non si segnalano invece messaggi istituzionali di congratulazione da parte della Regione, che pure segue e sponsorizza imprese in altre discipline sportive dello stesso livello del Seven Summits. Fa eccezione il Comune di Nuoro con l’assessore alla cultura e allo sport Sebastian Cocco, che aveva invitato Lobina per presentare il suo progetto alcune settimane fa, prima della partenza per il Nepal. «Quando abbiamo salutato Angelo in municipio, prima della partenza, sentivamo nell'intimo di avere a che fare con un evento storico. Già dal suo tratto, garbato ma deciso, si intuisce l'approccio giusto per affrontare un'impresa epica come questa. Angelo merita ora tutto il rispetto e l'attenzione dovuta ai grandi campioni mondiali dello sport».

Ora tocca all’Antartide. La scalata delle Seven Summits, cioè le cime più alte dei sette continenti, è un'impresa nata nel 1985. Le montagne sono Aconcagua (Argentina, 6962 mt), Elbrus (Russia, 5642), Kilimanjaro (Tanzania, 5895), Denali -McKinley (Alaska, 6194), Mount Wilhelm (Papua Nuova Guinea, 4508), Piramide Carstensz (Indonesia, 4884), Vinson Massif (Antartide, 4897), Everest (confine Nepal-Tibet, 8848). Lobina ha cominciato nel gennaio 2014 con l'Aconcagua e sinora ha affrontato con successo sei delle sette montagne. Gli resta il Vinson Massif in Antartide.

Lunga preparazione. L'impresa verso la vetta dell’Everest richiede molto tempo, perché una volta sul posto l'alpinista deve gradualmente acclimatarsi alle diverse altezze della montagna. «La scalata dell'Himalaya comporta una spedizione della durata di due mesi – aveva detto Lobina prima di partire per il Nepal – necessari per abituarsi pian piano, a varie altezze, alla quota via via crescente, e nel contempo riuscire a portare sempre più in alto il campo, in modo da arrivare al cosiddetto campo quattro, a ottomila metri, dal quale si ha la vetta a tiro. Da quel momento, generalmente si arriva in vetta in un periodo dalle 16 alle 22 ore, per poi ridiscendere a quota ottomila». I tempi previsti sono stati rispettati, nonostante qualche lieve malessere fisico (la temperatura è diversi gradi

sotto lo zero, la notte può raggiungere i meno 40) superato nel giro di qualche giorno. La spedizione ha poi dovuto attendere le condizioni climatiche più favorevoli per poter proseguire, sino all’arrivo di ieri mattina per quella che verrà ricordata come un’impresa storica per la Sardegna.

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